Morte a Campobasso, nuovi interrogatori per il papà e la figlia maggiore: le indagini sulla torta di Natale

Continuano a ritmo serrato le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara De Vita, in quello che sembrava inizialmente essere un caso di intossicazione alimentare ma che poi si è rivelato un avvelenamento, probabilmente da ricina. Oggi sono stata di nuovo interrogati in Questura a Campobasso Gianni e Alice Di Vita, rispettivamente marito e figlia maggiore della donna deceduta lo scorso dicembre, qualche ora dopo la sua secondogenita.
I due erano già stati sentiti per diverse ore, nelle settimane passate, e da giorni si attendeva questa nuova convocazione in qualità di persone informate sui fatti. La Procura di Larino continua così a indagare per duplice omicidio premeditato. Al momento non è iscritto nessun nome nel registro degli indagati, mentre si cerca di ricostruire esattamente gli attimi che hanno preceduto la tragedia di Pietracatella.
Secondo quanto si apprende, gli investigatori starebbero lavorando all'incrocio tra testimonianze, cronologie dei fatti, relazioni familiari e dati emersi dalle recenti attività tecniche sui dispositivi elettronici. Oltre cento le persone ascoltate finora dagli investigatori, alcune anche più volte e alla presenza della procuratrice capo Elvira Antonelli.
Nelle scorse ore è stata sentita dagli inquirenti anche la zia 92enne di Gianni Di Vita, la zia Isuccia, che abita nella stessa palazzina della famiglia del nipote. Gran parte del colloquio, riferisce la trasmissione Dentro La Notizia in onda su Canale 5, si sarebbe incentrato sul dolce preparato dall’anziana – a quanto pare un ciambellone – per la cena della vigilia di Natale, che lei stessa avrebbe portato a casa dei Di Vita. Pasto che sarebbe stato servito in tavola davanti a una decina di parenti, compresa Giuseppina, la madre di Gianni. Nessuno dei presenti avrebbe manifestato sintomi, e la donna stessa non era presente a quella cena.
Si stanno analizzando anche altri pasti oltre a quelli del 23 dicembre, allargando il campo anche al pranzo e alla cena del 24 dicembre. Per rispondere alle tante domande sul caso la Procura ha nominato un pool di esperti, tra cui Carlo Locatelli, direttore del Centro antiveleni di Pavia. Gli investigatori continuano così a concentrarsi sulla ricostruzione delle ultime ore trascorse da Antonella e Sara prima del peggioramento definitivo delle condizioni cliniche, avvenuto tra il 25 e il 28 dicembre.