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27 Settembre 2021
18:54

Mondiali pasticceria, il campione Andrea Restuccia: “La ricetta per la vittoria? La nostra unione”

“Questa vittoria prima di essere di un team di professionisti, è di una squadra di persone, con le difficoltà, le abitudini e gli affetti di ognuno di noi”. L’intervista di Fanpage.it ad Andrea Restuccia, che con Lorenzo Puca e Massimo Pica ha vinto il campionato del mondo di pasticceria a Lione. Il presidente Alessandro Dalmasso: “Ce l’abbiamo fatta davvero”.
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“Ora mi sento molto più leggero. Gli ultimi quattro anni della mia vita sono stati abbastanza intensi per raggiungere questo meraviglioso obiettivo. Ne è valsa la pena, lo rifarei altre mille volte”: così a Fanpage.it Andrea Restuccia, 28 anni, neo campione del mondo a Lione nel concorso per pasticceri. Con lui, altre medaglie d’oro al capitano Lorenzo Puca e a Massimo Pica, tutti guidati dalla direzione di Alessandro Dalmasso, presidente del Club Coupe du Monde de la Patisserie 2021, selezione Italia.

Come commenti questo traguardo?

È stata una vittoria onesta, perché abbiamo spaccato di brutto i padroni di casa; voluta, perché ce la siamo guadagnata con tutte le nostre forze. Nelle gare live ci sono sempre gli imprevisti ma siamo riusciti a vincere nonostante quelli, portando a casa, alla fine della gara l’obiettivo che avevamo prefissato.

Di che imprevisti siete stati vittima in questa gara?

A Lione faceva molto freddo e il cioccolato si cristallizzava molto velocemente e, dovendolo scolpire, ho avuto problemi perché si sgretolava in un batter d’occhio. C’era anche molta umidità e lo zucchero si scioglieva immediatamente, appiccicandosi alle mani di Lorenzo Puca. Tutte difficoltà che non puoi prevenire, quando ti alleni per anni in un’altra area geografica, con diverse temperature e condizioni fisiche. Arrivi in gara e vai incontro alla tua sorte.

Com’è andata la giornata della gara?

Quella mattina non riuscivo a respirare. Ho fatto molte gare prima di questa, compreso un altro mondiale nel 2018, quando ci siamo classificati terzi. Ma quel giorno avevo un peso in petto, nonostante sapessi, insieme ai miei colleghi di essere preparato. Poi è iniziata la gara e ho visto che, invece, eravamo pronti a tutto. Stavamo dando il 100 per cento ed eravamo pronti ad ogni inconveniente con un piano a, un piano b e un piano c. Siamo dei perfezionisti, forse avremmo potuto fare ancora meglio. Abbiamo fatto bene e lo abbiamo fatto insieme. È quella la vera chiave di volta di questa vittoria. Non arrendersi mai. Anche quando sembra andare tutto bene, bisogna pretendere da se stessi di più.

Come è stato allenarsi durante la pandemia?

Non è stato facile. Ci sono stati, durante gli allenamenti, momenti fisiologici di calo, ma il gruppo serve a questo, a motivarsi l’uno con l’altro. Per il primo periodo ci siamo allenati a distanza, ognuno nel proprio laboratorio, facendo di tanto in tanto delle videochiamate con nuove idee, progetti di design, prove. È stato in questa fase che è nata l’idea del dolce a tema natura, in particolare, legato al problema della morìa delle api. Una formica gigante a cavallo di una lumaca e moltissimi fiori in cioccolato. Poi un anno prima della competizione ci siamo riuniti e abbiamo lavorato tutti insieme, come una squadra. Questa vittoria prima di essere di un team di professionisti è di una squadra di persone, con le difficoltà, le abitudini e gli affetti di ognuno di noi.

Per prepararti a questo mondiale hai dovuto rinunciare a un lavoro precedente?

Dietro noi professionisti ci sono state delle persone d’oro, che hanno creduto nel sogno. Io attualmente sono in cassa integrazione, perché il mio titolare sapeva di non poter richiedere la mia presenza nella sua pasticceria di Fano. Dovevo prepararmi al concorso.

Cosa vi ha fatto superare in classifica due mostri sacri come Giappone e Francia?

Non abbiamo sbagliato niente. La temperatura del servizio era ideale. Abbiamo realizzato un design totalmente rivoluzionario rispetto agli standard, tecniche di montaggio di cioccolato e zucchero attualmente mai riprodotte da nessuno. Abbiamo forgiato degli stampi nuovi per nuove tecniche di cottura.

Siete un team completo o manca una figura professionale in squadra?

Attualmente siamo un gruppo completo, ma credo che per i prossimi mondiali ci saranno figure diverse. Un concorso del genere richiede una forza interiore e un sacrificio indescrivibile. Per questa gara abbiamo fatto un sacrificio durato quattro anni, ma siamo contenti, perché è stato un trampolino da cui ti lanci una volta sola. Adesso bisogna dare spazio a nuove leve, stando dietro le quinte a dare consigli.

Cosa c’è nel futuro di un campione del mondo come te?

Da domani la priorità ce l'hanno 15 giorni di meritato riposo. Poi, abbiamo già ricevuto moltissime proposte da aziende che richiedono la nostra consulenza per fare ricerca e sviluppo nei loro laboratori. Tornerò nella pasticceria di Fano, ma con la testa di chi ha vinto un mondiale.

Quale è stata la prima persona che hai avvisato in Italia?

Mio fratello Alberto. Mi ha detto che tutti i sacrifici erano stati ripagati e che era tanto orgoglioso di me.

Come commenti questa medaglia d’oro nel settore della pasticceria, dopo la vittoria dell’Italia anche agli europei di calcio e il record delle olimpiadi di Tokyo?

Sono orgoglioso di essere italiano. Anche noi pasticceri abbiamo dato il nostro contributo. Siamo degli artigiani fortissimi, determinati e abbiamo dimostrato al mondo intero che quando ci mettiamo in testa una cosa, la portiamo a termine.

Anche il presidente Alessandro Dalmasso ha commentato a Fanpage.it la vittoria dell'Italia: “Siamo increduli e iniziamo ad assaporare la vittoria da poche ore. Ce l’abbiamo fatta davvero”. Dalmasso parla dei suoi ragazzi con orgoglio, perché in loro ha visto una sinergia prodotta da più fattori: l’esuberanza del pasticcere più giovane, l’esperienza di chi ha più anni di carriera alle spalle, la collaborazione di tutti.

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