Secondo i dati forniti dall'Associazione Nazionale delle Forze di Polizia ed elaborati da Il Sole 24 Ore, le due città guidano la classifica dei reati del paese.

All'ombra del Duomo e sulle rive del biondo Tevere, le cose non vanno proprio benissimo per la sicurezza dei cittadini: se, in generale, il 2010 è stato un anno che, purtroppo, non ha visto alcuna diminuzione del bilancio criminoso in tutto il paese, cosa che, viceversa era accaduta precedentemente, la Capitale si trova costretta addirittura a fare i conti con un aumento annuale dell'8% dei delitti denunciati.

Un dato allarmante che, tuttavia, fa essere Roma seconda solo a Milano, la quale non ha registrato significative variazioni tra il 2009 ed il 2010 ma può "vantare" sia il maggior numero assoluto di delitti, sia la più alta incidenza di questi sulla popolazione. A seguire il capoluogo meneghino per volumi complessivi, le altre grandi città italiane: Roma, appunto, Torino e Napoli.

Il rapporto, rielaborato da Il Sole 24 Ore sulla base dei dati presentati dall'Associazione Nazionale delle Forze di Polizia, mette in luce numerosi aspetti allarmanti sulle due città, che compaiono anche nelle graduatorie degli altri reati sempre in posizioni piuttosto alte. Milano, ad esempio, è la terza città in Italia per i furti negli appartamenti, dopo Lucca e Pavia, mentre è seconda per i borseggi. Roma, invece, conta una significativa quantità di furti d'auto e scippi.

Al di là delle strumentalizzazioni politiche che inevitabilmente vengono fatte di notizie del genere, resta il dato preoccupante di una capitale sempre più nelle mani di una disorganizzazione che investe tutto, dalle infrastrutture, agli eventi, alla criminalità; Roma, che non fa altro che rappresentare il nostro paese, abbandonato a sé stesso.