Ennesima tragedia nelle acque del Mediterraneo. Nelle ultime 24 ore 800 persone sono state salvate, ma tre donne sono morte e numerosi risultano ancora i dispersi, tra cui molti bambini, secondo le testimonianze dei superstiti, dopo che un gommone è colato a picco. Due delle vittime, recuperate in fin di vita con i loro bambini, sono decedute sulla nave Aquarius di Sos Mediterranèe, inviata in soccorso dalla sala operativa della Guardia costiera di Roma. Il team di Medici senza frontiere, giunto proprio su Aquarius, ha tentato l'impossibile per salvarle ma non ce l'hanno fatta, una terza è morta questa mattina all'ospedale di Sfax dove era stata trasportata d'urgenza insieme a sei bambini in gravi condizioni con i polmoni pieni d'acqua.

Non sono mancate le denunce. Proprio Aquarius ha raccontato che una motovedetta libica le ha intimato l'alt e le ha impedito di prendere parte alle operazioni di salvataggio. Lo ha fatto rendendo pubblico un documento fotografico: "Siamo stati mandati dalla sala operativa di Roma a soccorrere un gommone in difficoltà ma arrivati a cento metri di distanza una motovedetta della Guardia costiera libica ci ha imposto di girare la prua e tornare indietro e ha rifiutato il nostro aiuto – hanno sottolineato -. Una cosa orribile: abbiamo visto i volti delle persone e sentito le loro voci che chiedevano aiuto ma non ci è stato permesso di soccorrerli. Una giornata devastante, due donne sono morte e hanno lasciato due bambini orfani".

L'ennesima giornata terribile nel Mediterraneo e per le associazioni umanitarie impegnate nel salvataggio dei migranti che dalle coste libiche si dirigono verse quelle italiane, dopo che già il 15 gennaio scorso era stato rinvenuto in acque internazionali un gommone semisgonfiato sempre dalla nave Aquarius. Sono 800 le persone complessivamente salvate nelle ultime 24 ore in cinque diverse operazioni di soccorso nel Mediterraneo. In 330, a bordo di una nave militare spagnola, sono già diretti verso il porto di Pozzallo.