Quando risponde al telefono è in fibrillazione. Il suo video – quello in cui raccontava il suo passato, una storia di bullismo e di prevaricazioni, quelle di quando a scuola lo deridevano e lo aggredivano – ha colpito tutti. Da quando Marco Baruffaldi, 22 anni, un ragazzo con la sindrome di Down di Castelfranco D'Emilia, si è aperto raccontando il suo passato ha fatto il giro del web. È diventato un esempio e un simbolo di forza per molti.

Non si aspettava che il suo messaggio ricevesse queste attenzioni. Da un paio di giorni il suo telefono continua a squillare. "Riceviamo telefonate da persone disabili e da giovani vittime di bullismo che si commuovono – ci racconta Marco insieme al padre Arnaldo Baruffaldi, fabbro ed ex vigile del fuoco, che lo segue passo dopo passo nella sua battaglia contro il bullismo -. Non potevamo desiderare cosa migliore". Una quotidianità scandita dal teatro ma sopratutto dalla musica, quella del giovane Marco, che vive insieme al papà dopo che sua madre è scomparsa per l'aggravarsi di un tumore. "La mia passione è la musica – racconta a Fanpage.it -. Ho appena finito di incidere un brano musicale che voglio far diventare il simbolo più grande della mia battaglia a fianco dei più deboli". Marco è emozionato, lo capiamo quando ci dice che oggi partirà per una crociera ai Caraibi, un regalo che gli ha fatto suo papà, e ci spiega che è la prima volta che fa un'esperienza simile.

Quello di Marco è un passato grigio, difficile, che racconta senza banalizzarlo di un centimetro. Ci parla anche dei ricordi che gli fanno più male, ad esempio il giorno in cui un suo compagno per fargli un dispetto ha orinato nelle sue scarpe ortopediche durante l'ora di educazione fisica. "Non ho mai reagito – racconta – . Avevo paura che reagire mi avrebbe portato a prendere ancora più botte. L'unico errore che ho fatto è stato quello di non parlare ai miei genitori di quello che stavo subendo. A distanza di un anno uno dei bulli che mi rendeva la vita impossibile si è scusato. Aspettavo quel giorno da mesi. Ma dopo un anno le scuse non sono più sincere, servono a poco".

Ai giovani a cui si rivolge nel suo video Marco lancia un messaggio d'aiuto: "Non subite in silenzio. Parlate di ciò che vi accade con i vostri genitori o con i professori. Non abbiate paura. E soprattutto restate sempre a testa alta. Io ho imparato ad apprezzare la grande bellezza che mi ha dato la vita. E sono contento così, ma voglio aiutare anche gli altri a trovare il bello dentro di loro". Il 22enne modenese finito su giornali e tv per il suo "inno alla vita" ha ancora un sogno nel cassetto: incontrare il suo idolo J-Ax. "Mi piacerebbe davvero tanto regalargli il mio disco e poter cantare una canzone insieme", ci spiega. E noi, in un video, abbiamo raccolto il suo più grande desiderio. Abbiamo lanciato un appello all'artista (che nel suo ultimo post su Facebook ha detto di essere stato anche lui vittima di bullismo da piccolo) e cercheremo di raggiungerlo per fargli incontrare Marco, un piccolo grande uomo innamorato della vita, che ci ha insegnato che "non bisogna arrendersi mai".