Mango F.lli Orsero ritirati dal commercio per pesticidi oltre i limiti: l’avviso del Ministero della salute

Diversi lotti di mango F.lli Orsero sono stati richiamati dal commercio per possibile rischio chimico per i consumatori dovuto alla presenza di un pesticida nella frutta oltre i limiti consentiti dalla legge. A renderlo noto è stato il Ministero della salute attraverso un avviso di richiamo pubblicato sul proprio portale dedicato ai richiami volontari di prodotti alimentari da parte degli operatori.
Oggetto dell’avviso è il Mango varietà Kent origine Perù, prodotto e confezionato dalla società Servinca Export S.A.C. con sede a Chimbote, in Perù, e importato e distribuito in Italia dalla ditta Fruttital s.r.l. con sede a Milano che lo vende a marchio F.lli Orsero. I lotti interessati dal richiamo sono quelli che indicano le date di produzione 24/04/26 – 25/04/26 – 26/04/26 – 27/04/26 – 28/04/26
Come recita l’avviso, datato 25 maggio, il ritiro dal commercio del mango è scattato a seguito della scoperta nei frutti esotici di residui di Thiamethoxam superiori al limite stabilito dalla normativa vigente. La frutta è stata già ritirata dalla vendita ma per chi avesse acquistato i mango oggetto del ritiro, il consiglio è di non consumarli.
Il Thiamethoxam è un insetticida ampiamente usato in agricoltura perché altamente efficace contro un'ampia gamma di insetti ma a causa dell'impatto negativo su alcuni animali come le api e sull'ambiente, l'Unione Europea ne ha fortemente limitato l'impiego già dal 2018 per tutelare la biodiversità. Per tutelare l'ecosistema e la salute umana, la Commissione Europea inoltre più recentemente ha stabilito nuove norme che vietano l'importazione nell'UE di alimenti contenenti residui rilevabili di thiamethoxam, indipendentemente dal paese di origine.
Nei giorni scorsi il Ministero aveva annunciato il richiamo anche di un lotto di Lime per presenza di pesticida vietato in Europa. Anche in quel caso si trattava di un agrume che arriva dal Sud America dove viene coltivato e confezionato prima di essere importato in Italia. In Ue infatti vige un regolamento molto più restrittivo su questi tipi di prodotti che invece vengono ancora usati largamente in altri Paesi.
