Mamma e figlia avvelenate da ricina, ascoltata nuovamente l’amica di Gianni Di Vita: sentita a sorpresa per 4 ore
È stata nuovamente convocata in Questura per rispondere alle domande degli investigatori sul suo rapporto con Gianni Di Vita e con la moglie e la figlia, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, morte in ospedale a Campobasso dopo essere state avvelenate con la ricina alla fine dello scorso dicembre. Gli investigatori stanno mantenendo il massimo riserbo sui progressi dell'inchiesta e l'insegnante di matematica amica di infanzia di Di Vita, è una delle persone sulle quali si stanno concentrando maggiormente le attenzioni.
La donna è stata riconvocata a un mese di distanza dalle sue precedenti deposizioni: prima di domenica mattina, è stata ascoltata per delle ore a Ferragosto e una settimana dopo, il 20, quando ci fu il confronto con Gianni Di Vita.
Nelle settimane passate era stato ascoltato come persona informata sui fatti anche il marito della docente di matematica e alla luce degli ultimi avvenimenti, potrebbe essere riconvocato a breve.
La stretta sulla cerchia di amici delle due vittime è arrivata perché, da quanto trapela dalle indagini, ci sarebbero state diverse incongruenze nei racconti delle persone sentite. Al momento non ci sono indagati per l'accaduto e anzi, le indagini sembrano non aver fatto particolari passi avanti, anche se è innegabile l'accelerazione degli ultimi mesi sulle testimonianze.
L'insegnante non è stata l'unica ad essere sentita in queste ore: sabato pomeriggio è stata sentita la cugina dell'ex sindaco e la deposizione è terminata a tarda sera. Venerdì mattina era toccato a Laura Di Vita, cugina di Gianni.
La pista più battuta al momento da chi indaga è quella delle relazioni nascoste: gli investigatori sono convinti che nella fitta rete di conoscenze della famiglia Di Vita, vi sia qualcuno che coltiva vecchi rancori per un rapporto ormai finito. Sullo sfondo restano gli esami ancora in corso a Berlino, dove gli esperti tedeschi cercano tracce della ricina negli alimenti e nei reperti prelevati nella casa di Pietracatella.