Madre e figlia avvelenate, si cerca Ricina in 70 alimenti trovati in casa: arrivano esperti dalla Germania

Super esperti di avvelenamento anche dalla Germania per cercare di fare luce sulla morte Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia decedute in ospedale a Campobasso per avvelenamento da Ricina dopo essersi sentite male in casa a Pietracatella nel dicembre scorso. La Procura di Larino che indaga sull’accaduto, infatti, ha nominato tra i nuovi consulenti il direttore del centro tedesco “Robert Koch Institute”, Christian Herzog, scienziato che dirige il Centro per i rischi biologici e i patogeni speciali.
La decisione dei magistrati è emersa dagli allegati notificati alle parti in vista del conferimento degli incarichi ai nuovi consulenti, in programma il 29 giugno a Pavia. Si tratta della nuova fase delle indagini scientifiche sul giallo di Pietracatella che vede al centro gli esami sui 70 alimenti sequestrati sia in casa della famiglia Di Vita sia in quella della nonna e suocera delle due vittime che abitava nello stesso stabile ma in un’altra abitazione, anch’essa sotto sequestro.
Gli esperti tedeschi in particolare sono stati chiamati a confrontare gli esami biologici condotti sulle vittime, che hanno portato alla scoperta dell’avvelenamento da Ricina, con i dati della ricca casistica tossicologica tedesca in materia di minacce biologiche. Sarà coinvolta in questa fase anche la Polizia criminale tedesca del Bka, specializzata in casi di bioterrorismo.
In definitiva si dovrà capire se negli alimenti già sequestrati e quindi affidati poi all'Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise ci siano sostanze o tracce compatibili con la Ricina. Nel dettaglio, al centro degli accertamenti scientifici, oltre ai 19 alimenti che furono sequestrati il 29 dicembre nell'abitazione Di Vita a Pietracatella, anche altri prodotti, che furono prelevati in un secondo momento il 7 gennaio scorso. Si tratta di alimenti confezionati di varie marche ma anche alcuni fatti in casa. Nel dettaglio si tratta di 18 alimenti nel freezer e 17 alimenti nel frigorifero trovati nell'appartamento della famiglia Di Vita e 16 alimenti (8 prelevati dal frigorifero e 8 dal freezer) trovati nell'appartamento dove viveva la madre di Gianni Di Vita, padre e marito delle sue vittime.
Oltre all’esame degli alimenti, gli stessi consulenti dovranno cercare tracce del veleno che ha ucciso Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, anche da indumenti, mobili e altri oggetti presenti nella casa della famiglia. A questo proposito gli esperti della Germania parteciperanno anche a un sopralluogo nella casa di Pietracatella alla ricerca di tracce utili attraverso metodiche per l'accertamento della ricina già particolarmente sviluppate.