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Mamma e figlia morte a Campobasso

Madre e figlia avvelenate da Ricina, lunedì recupero di tutti i telefoni e pc in casa a Pietracatella per esaminarli

La polizia scientifica lunedì entrerà nella casa di Pietracatella sotto sequestro per recuperare tutti i telefoni delle vittime e gli altri dispositivi informatici come computer, tablet e chiavette usb, con lo scopo di analizzarli. Lo scopo è fare luce sulla presunta lite familiare che sta emergendo tra le ipotesi da vagliare dopo l’esclusione di un avvelenamento involontario di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.
A cura di Antonio Palma
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Antonella Di Ielsi
Antonella Di Ielsi
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Nuova accelerazione nelle indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia morte il 28 dicembre a Pietracatella per un probabile avvelenamento da ricina, come emerso dai test tossicologici e dagli esami del centro antiveleni. La Procura di Campobasso infatti ha disposto il sequestro e il recupero immediato anche di tutti i telefoni delle vittime e degli altri dispositivi informatici presenti ancora in casa come computer, tablet e chiavette usb, con lo scopo di analizzarli con una perizia tecnica.

L’operazione di prelevamento dei dispositivi informatici avverrà lunedì 4 maggio. Si tratta di un lavoro delicato visto che l’abitazione di famiglia, sigillata per ordine della magistratura dopo i fatti e l’indagine, resta sotto sequestro e le condizioni dell’immobile devono rimanere immutate per possibili ulteriori verifiche.

Per questo dell’operazione è stato incaricato il personale specializzato della Polizia Scientifica. Gli agenti in mattinata, intorno alle 10 e con gli strumenti adeguati, dovranno rimuovere i sigilli, prelevare i dispositivi posti sotto sequestro e successivamente apporre di nuovo i sigilli alla casa senza alterare nulla di quella che potrebbe essere stata la scena del crimine e cioè dove potrebbe essere avvenuto l’avvelenamento.

La procura ha comunicato ai 5 medici ancora indagati e alle parti offese, cioè i parenti delle due vittime, che alle operazioni potranno assistere i loro rappresentanti, uno per ognuna delle persone coinvolte. Tutti però dovranno essere muniti dei dispositivi idonei ad evitare la contaminazione della scena come le tute protettive. Ad ogni modo le operazioni saranno filmate per eventuali future esigenze.

La nuova decisione della procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, titolare dell'inchiesta che ipotizza il reato di duplice omicidio premeditato, sembra mirare a fare luce sulla presunta lite familiare che sta emergendo tra le ipotesi da vagliare dopo l’esclusione di un avvelenamento involontario.

Da Pc, telefoni e tablet infatti saranno poi estratti dati e comunicazioni che potrebbero chiarire i rapporti tra vittime e altri parenti nelle settimane e nei mesi che hanno preceduto la morte di madre e figlia. Sui dispositivi infatti la Procura disporrà l’acquisizione forense al laboratorio digitale della procura di Campobasso così come avvenuto per lo smartphone dell’altra figlia maggiore di Antonella Di Ielsi unica assente alla cena con i parenti prima di Natale.

Dati che saranno analizzati di pari passo con i racconti di amici e familiari che continuano ad essere ascoltati dagli investigatori per scandagliare anche le vite private delle persone coinvolte e ricostruire i presunti dissidi. Sabato ascoltato nuovamente anche Gianni Di Vita, rispettivamente padre e marito delle vittime,  che per circa 5 ore è stato in questura a Campobasso come persona informata dei fatti visto che non è indagato.

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