Ludovica Cioria: “Rifiutata in 3 ristoranti con le mie figlie, i bimbi sono un problema perché consumano poco”

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Immagine di repertorio.
Ludovica Cioria, consigliera comunale di Torino, ha raccontato a Fanpage.it l’esperienza vissuta a Orvieto, dove diversi ristoranti hanno rifiutato lei, il compagno e le due figlie. “Questo è il mondo che stiamo creando, dove anche per mangiare è una gara, dove vince solo chi paga di più, dove i bambini sono un problema perché consumano troppo poco”, ha scritto condividendo l’esperienza anche in un post.

Fanpage.it raccoglie testimonianze di famiglie che hanno vissuto episodi simili o anche di chi ha avuto esperienze diverse e ritiene giusto limitare l'accesso dei minori in determinati contesti. Se anche tu hai una storia da raccontare, puoi farlo cliccando a questo link.

"Lunedì 17 agosto eravamo con le nostre due figlie piccole a Orvieto, dove abbiamo fatto un giro nel centro storico e ci siamo fermati a dormire. Vista l'incertezza sull'orario di arrivo, non abbiamo prenotato un ristorante ma ci siamo mossi prima, intorno alle 19. Tre locali hanno rifiutato di far sedere a mangiare me, il mio compagno e le bambine".

A parlare è Ludovica Cioria, consigliera comunale di Torino, che a Fanpage.it ha raccontato l'esperienza vissuta ieri, lunedì 17 agosto: "Siamo andati a chiedere di poter cenare sia in locali ancora chiusi che già aperti, il primo ci ha detto che era tutto prenotato, quindi ci siamo rivolti ad altri ristoranti".

"In entrambi, con tanti tavoli liberi all'esterno, i ristoratori sono entrati a consultarsi e poi sono tornati a dirci che non c'era posto. Non pretendevamo, ovviamente, di rimanere a lungo, se ci avessero detto di liberare il tavolo dopo un'ora lo avremmo fatto", ricorda ancora.

"Alla fine, in un quarto locale, siamo stati fatti sedere in quattro in un tavolo per due. Per noi non era un problema, ovviamente, essendoci presentati senza prenotazione. – aggiunge – Ma quello che mi ha colpito è che accanto c'era un tavolo della stessa dimensione del nostro con una sedia in più, su cui era stata messa una copertina per un piccolo cagnolino".

L'accaduto è stato raccontato da Cioria anche in un post, nel quale ha voluto riflettere sul "mondo che stiamo creando, dove anche per mangiare è una gara, dove vince solo chi paga di più, dove i bambini sono un problema perché consumano troppo poco, dove un cane sta seduto e due bambine devono farsi piccole per non disturbare".

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Il post pubblicato su Facebook da Cioria.

Tante persone hanno commentato, dividendosi tra chi condivide la scelta dei ristoratori, che preferiscono non accogliere famiglie con bambini perché potrebbero portare confusione all'interno dei locali, e chi invece crede che l'intolleranza nei confronti dei bambini sia aumentata negli ultimi anni.

C'è anche chi ha condiviso a sua volta la propria esperienza, raccontando di essersi visto rifiutati in locali dove c'erano posti liberi o di aver dovuto pagare 3 menù completi a prezzo fisso con bambini molto piccoli.

"Mi sono sentita di raccontare quello che è accaduto perché ci è capitato in tanti locali, la mia riflessione era non solo sulle città a misura di famiglie ma anche sull'overtourism. Ci si può interrogare su questo", prosegue la consigliera che ha scelto di non diffondere i nomi dei locali dove si è recata con la sua famiglia.

"La mia non è una denuncia, non volevo fare una lista di chi è buono e chi è cattivo, quanto una riflessione. L'obiettivo dovrebbe cercare di stare tutti insieme e capire anche chi ha esigenze diverse. – spiega – Noi che abbiamo i bimbi dobbiamo cercare di evitare che siano scalmanati, ma si può raggiungere una civile convivenza".

"Non siamo andati in locali di cucina stellata, dove magari il contesto non è compatibile con i bambini, ma in ristoranti che si proponevano come osterie. Mi era già capitato anche in altre occasioni, ma qui ho avuto proprio la sensazione di non sapere dove andare", aggiunge.

Sulla "maleducazione" dei bambini, Cioria riflette: "I bambini purtroppo sono considerati consumatori di serie Z, perché non prendono alcolici e non consumano più di un piatto a testa, quindi per loro si spende meno. Poi c'è sicuramente un tema di convivenza che però si pone anche con altre situazione, come gli animali o gli adulti fumatori".

"Capisco che una volta che una famiglia è seduta, se è maleducata, è difficile mandarla via. – riflette – Ma viene chiesto agli adulti se hanno intenzione di fumare se si siedono all'esterno o di parlare al telefono o ad alta voce prima di sedersi? Sono comunque tutti comportamenti che possono creare disturbo".

Da diversi anni si dibatte sulla crescente intolleranza nei confronti dei minori, fenomeno sociale spesso rivolto non tanto ai bambini in sé, quanto alla percezione di una mancata educazione da parte dei genitori o alla richiesta di spazi a misura di adulto e che spesso si manifesta con l'esclusione dei minori da luoghi pubblici o con giudizi pesanti sulle famiglie.

"Sembra che non ci sia una soluzione a questa cosa, il mondo non è costruito a misura di bambino. Viviamo in una società molto stanca, nevrotica e dove viene monetizzato tutto. In passato ci si poteva sedere in tanti luoghi senza consumare nulla o una sola cosa, oggi non è più così. E chi pagherà le pensioni di un Paese che non vuole più bambini?", commenta Cioria.

"In questi anni, per esempio, abbiamo lavorato sulle disabilità, sul rendere gli spazi fruibili. Siamo stati in una spiaggia accessibile, per persone con disabilità, senza barriere. A me ha colpito, ma questa dovrebbe essere la normalità, bisognerebbe saper pensare anche agli altri", aggiunge.

Tra i commenti che compaiono sotto il post, c'è chi scrive: "I bambini sono sempre stati bambini, hanno sempre urlato e giocato. Il problema è che ora la società non se lo ricorda e non lo accetta. Tutti siamo stati bambini".

La consigliera conferma: "È davvero un paradosso perché ci sono persone che sono state bambine e non hanno ricordo di come sono state, ma oggi dicono che non è accettabile il loro comportamento. Non si può scegliere se essere o non essere bambini".

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