Il suo ristorante è vuoto da un po', da quando le disposizioni del governo hanno imposto lo "spegnimento dei fornelli" a migliaia di ristoratori di tutta Italia per contenere la diffusione dei contagi da coronavirus: nessuno potrà sedere tra i tavoli, ma l'asporto è ancora possibile e c'è chi, come Gaio Giannelli – titolare del ristorante Pozzo di Bugia di Querceta, in provincia di Lucca – ha deciso di mettere a disposizione le sue doti di chef per i più poveri: Gaio, infatti, a partire da sabato prossimo, 21 novembre, metterà a disposizione 200 pasti caldi per le famiglie bisognose. "Basta passare dal Pozzo di Bugia e ritirare il pacco", ha spiegato alla Gazzetta di Viareggio.

Il ristorante sarà chiuso come previsto dalla legge, ma la cucina continuerà ad essere aperta e funzionerà a pieno regime. E "non sarà un'iniziativa limitata a sabato prossimo, ma cercherò di garantirla, salvo imprevisti, per tutti i sabati a venire fino a tutto dicembre. Io so cucinare, il Pozzo è una grande stiva piena di cibo, e quindi ho pensato di mettermi a disposizione degli altri donando la mia cucina, semplice e senza pretese per chi sta peggio. Per noi ristoratori il momento è bruttissimo, tra incertezza e paure, ma dobbiamo unirci per aiutarci, tutti insieme. Restiamo uniti, perché solo così scavalleremo questa pandemia, per ripartire, tutti insieme".

Ma come avverrà la distribuzione? Semplice: "Chi vuole passa e porta via il pranzo o la cena, senza alcuna vergogna. Non mi interessa sapere il nome di chi arriva e neppure se è residente. Ma non credo sia importante neppure sapere se la persona è in stato di disagio: sono benvenuti anche i miei abituali clienti, per recuperare quel rapporto di convivialità che è da sempre il mood del Pozzo di Bugia. In questo periodo di rigidi distanziamenti è una bella energia ritrovarsi".