video suggerito
video suggerito

Colpo ai Corleonesi, intercettato con spyware racconta l’affiliazione: “A 18 anni Totò Riina mi fece entrare”

Secondo i Carabinieri e la Dda, il clan dei corleonesi era in piena attività: Tre persone finite in marette tra cui il nipote di Totò Riina, Mario Grizzaffi, e due suoi sodali: Pietro Maniscalco e Mario Gennaro. Le intercettazioni di quest’ultimo attraverso uno spyware nel telefono si sono rivelate fondamentali per ricostruire l’attività criminale del gruppo ma anche il suo ingresso nel mandamento.
A cura di Antonio Palma
0 CONDIVISIONI
Immagine

Nonostante la decapitazione dei vertici di Cosa nostra, il clan mafioso dei corleonesi era ancora in piena attività con intimidazioni, estorsioni e gestione degli affari criminali ed economici del territorio sfruttando la rilevante forza intimidatoria derivante dal nome e da vincolo associativo mafioso. È quanto hanno stabilito le indagini dei Carabinieri, coordinati dalla Procura distrettuale Antimafia di Palermo, che hanno portato all'arresto di tre persone ritenute e responsabili a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso. In manette è finito il nipote diretto di Totò Riina, Mario Grizzaffi, e due suoi sodali: Pietro Maniscalco e Mario Gennaro.

Proprio quest'ultimo è stata la principale e involontaria fonte degli elementi indiziari raccolti dall'indagine, condotta dal 2017 al 2023 e che ha consentito di definire gli assetti della famiglia mafiosa di Corleone, individuando i vertici della stessa e alcuni significativi episodi delle attività che i carabinieri definiscono manifestazione di una “mafia rurale” ancora operativa. Il 53enne Mario Gennaro, infatti, si lasciava andare spesso a lunghe conversazioni sia con la compagna che con l'amico Grizzaffi, tutte intercettate tramite uno spyware nel telefono, in cui enfatizzava il ruolo del gruppo criminale e della sua stessa figura rivelando inoltre alcuni episodi della sua carriera mafiosa.

Nelle intercettazioni, l'uomo ha offerto agli inquirenti che lo ascoltavano una fotografia degli assetti di potere esistenti all’interno del mandamento di Corleone, evidenziando il ruolo dei fratelli Grizzaffi ma soprattutto ricordando alcune condotte criminali del gruppo e rievocando addirittura il rito della "punciuta" ricevuta quando aveva 18 anni, la sua affiliazione rituale a Cosa nostra ricevuta a suo dire dallo stesso Totò Riina.

"Quando era vivo lui (Totò Riina ndr) è venuto a farmi entrare nella società, io avevo diciotto anni" racconta Mario Gennaro in una intercettazione ambientale riportata nell'ordinanza con cui il gip ha disposto gli arresti per i tre indagati. "Mi bucarono lui e mio Zio Lillo", aggiunge ricordando il suo ingresso formale in Cosa nostra e riferendosi allo zio Liborio Spatafora, oggi indagato, e a Mario Grizzaffi, nipote di Riina finito in carcere per mafia.

"A tutti! Ho accontentato a tutti quando sono stati in galera, hanno fatto eh… a disposizione! Mario sempre a disposizione! Mario non ha sbagliato mai! Né a comportarsi con la gente! Oh!… ‘nè a comportarsi con nessuno", raccontava lo stesso Gennaro alla compagna in varie occasioni ricostruendo il proprio ruolo nel gruppo criminale, spesso come sfogo dovuto alla delusione per non essere stato o non sentirsi tutelato in alcune questioni.

Dall'inchiesta emerge un gruppo criminale che spadroneggiava prendendo di mira esercenti locali, agricoltori ma anche cooperative che operavano immobili confiscati alla mafia e per questo oggetti di atti intimidatori come furti e incendi di mezzi. Le indagini hanno messo in luce una serie di estorsioni nei confronti dei negozianti ma anche un controllo esteso del territorio che gli permetteva intervenire quasi come giudici in caso di controversie tra privati come ad esempio nella compravendita di terreni agricoli. La figura del gruppo era riconosciuta tanto che gli stessi cittadini in alcuni casi sarebbero rivolti al sodalizio mafioso per ottenere favori o autorizzazioni per attività di vario genere.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views