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Omicidio Sara Buratin a Bovolenta

L’sms all’amico e il coltello: perché Pittarello avrebbe premeditato il femminicidio di Sara Buratin

Secondo gli inquirenti, Alberto Pittarello avrebbe premeditato il femminicidio dell’ex compagna Sara Buratin. Prima di ucciderla, avrebbe scritto un ultimo sms all’amico del cuore, poi si sarebbe recato a casa della 41enne per aggredirla con un coltello da escursionismo.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Aveva chiesto un giorno di ferie dal lavoro "per motivi familiari" Alberto Pittarello, l'ex compagno della 41enne Sara Buratin uccisa a coltellate a Bovolenta. I datori di lavoro, stando a quanto confermato a Fanpage.it da fonti investigative, non avevano trovato quella richiesta strana perché il 39enne era solito chiedere il martedì come giorno libero, lo stesso in cui la 41enne mamma di una ragazzina di 15 anni restava a casa dal lavoro.

L'uomo non aveva parlato della separazione ai colleghi di lavoro che però lo avevano visto "spento e stanco" nei giorni prima del femminicidio. Nessuno si era però preoccupato, adducendo il cattivo umore del 39enne a un periodo di stanchezza e disagio generale.

Invece, secondo chi indaga, l'uomo trovato morto nel fiume Bacchiglione aveva programmato l'omicidio della ex compagna portando con sé un coltello da escursionismo, lo stesso con la quale ha poi colpito ripetutamente la 41enne alle spalle.

Sara Buratin e Alberto Pittarello
Sara Buratin e Alberto Pittarello

Il motorino per la figlia e l'ultimo messaggio di Pittarello a un amico

Il 39enne aveva contattato l'ex compagna per comunicarle che nella mattinata di martedì 27 febbraio avrebbe portato presso casa della mamma di Buratin un motorino da consegnare alla figlia 15enne. Sara aveva dato il suo assenso e aveva atteso l'arrivo di Pittarello per la consegna del veicolo.

Il 39enne viveva da solo da qualche tempo, almeno una settimana secondo gli inquirenti, dopo che Buratin aveva messo un punto alla loro relazione durata 17 anni. Per i familiari, tra i due non vi era stata nessuna lite e semplicemente il sentimento che per lungo tempo li aveva legati era svanito.

Tra le 9 e le 10 del mattino, quando la figlia 15enne della coppia si trovava a scuola, Pittarello era salito a bordo del suo furgoncino privato Nissan e aveva scritto un messaggio all'amico del cuore. L'uomo aveva rimandato la conversazione a un secondo momento, chiedendo a Pittarello di ricontattarlo qualche ora dopo. "Sto lavorando", aveva scritto.

L'uomo non aveva più risposto, ma aveva raggiunto direttamente casa della ex compagna per lasciare il motorino nel capanno degli attrezzi dell'abitazione privata come concordato. A quel punto, Pittarello avrebbe aggredito Sara Buratin alle spalle con un coltello da escursionismo.

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L'ipotesi della premeditazione e il coltello da escursionismo

La 41enne sarebbe stata colta di sorpresa e non avrebbe neppure urlato. Secondo chi indaga, l'uomo aveva programmato il delitto portando con sé un coltello da escursionismo, uno di quelli che era solito usare per le sue scampagnate nella natura.

Dopo aver ucciso l'ex compagna, l'uomo è risalito a bordo del suo furgoncino Nissan e si è sbarazzato del cellulare, probabilmente lanciandolo fuori dal finestrino. Sono stati gli inquirenti a ritrovarlo poco lontano dall'argine del fiume Bacchiglione e a prenderlo in custodia.

Dopo il ritrovamento del corpo di Pittarello, è probabile che il cellulare venga analizzato ulteriormente per cercare tracce di premeditazione. 

Dopo essersi sbarazzato del telefono, a tutta velocità si è lanciato verso l'argine del fiume con il veicolo. Il suo corpo è stato trovato sul sedile del passeggero, assicurato con la cintura di sicurezza.

Secondo chi indaga, la corsa verso il fiume sarebbe stata un gesto volontario e a suggerirlo sarebbe stata l'alta velocità impiegata per lanciarsi in acqua. Lo scopo, secondo gli inquirenti, era quello di togliersi la vita dopo il delitto: un'azione programmata anche quella, stando a quanto rilevato dalle autorità.

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