Due buone notizie da Ancona, città alle prese da oltre nove ore con un incendio divampato in un capannone nell'area del porto dell'ex Tubimar. Le fiamme hanno attecchito poi sulle strutture vicine, molte delle quali contenevano sostanze chimiche che sono esplose causando una vasta nube nera della quale attualmente non è nota la tossicità: "Possiamo confermare con certezza che non ci sono vittime e feriti, non ci sono danni diretti alle persone. Questa è la prima buona notizia – ha dichiarato la sindaca del capoluogo marchigiano Valeria Mancinelli -. La seconda parziale buona notizia, dentro la cattivissima notizia dell'incendio, è che il rogo è sotto controllo e dunque non si è propagato ad altre attività e ad altre aziende presenti nell'area, in cui sono densamente presenti tante attività produttive della città".

 

Intervistata da Sky TG24, la prima cittadina ha spiegato di aver chiuso in via precauzionale tutte le scuole, l'università, i parchi e gli impianti sportivi. "In questo momento – ha detto – non abbiamo ancora nessuna evidenza da parte dell'Asur e dell'Arpam, cioè delle agenzie che sul piano tecnico e sanitario sono chiamate a darci il responso, della tossicità della nube che sta aleggiando sulla città, ma gli accertamenti sono ancora in corso, dunque quella che dovevamo adottare è una misura cautelativa". I Vigili del Fuoco hanno domato le fiamme solo questa mattina e stanno eseguendo accertamenti anche sull'origine dell'incendio, che a quanto pare sarebbe stato causato da un corto circuito all'impianto elettrico di un capannone: i soccorritori hanno incontrato non poche difficoltà a raggiungere l'"epicentro" del rogo. Nel frattempo in città sono in molti a lamentarsi per l'aria irrespirabile.

Poco dopo si sono verificate anche delle violentissime esplosioni provocate probabilmente da alcune bombole di acetilene. Le fiamme avrebbero distrutto alcuni camion e le strutture dei capannoni interessati.  "Stavo ancora guidando quando ho sentito cinque, sei esplosioni una dopo l'altra, come fossero spari. Mi sono fermato di colpo e davanti a me il fuoco. Enorme, violento. Sembrava Beirut, ho creduto di morire, di saltare in aria". A raccontarlo all'Adnkronos è stato Manos, un autista di camion greco, testimone del drammatico incendio. L'uomo ha aggiunto: "Sarà stata mezzanotte, ma fino all'una il fuoco ha continuato a crescere minaccioso; ho avuto paura ma non potevo andarmene, lasciare lì il mio camion. Così ho aspettato e pregato".