Di fronte a una paziente con una enorme massa tumorale da asportare chirurgicamente ma convinta a rispettare i suoi dettami religiosi e quindi a non sottoporsi a trasfusioni, i medici non si sono scoraggiati e, con un meccanismo di recupero sangue, hanno portato a termine il delicato intervento chirurgico senza conseguenze per la donna. È accaduto all’ospedale vito Fazzi di Lecce dove l’equipe del dottor Marcello Spampinato ha rimosso una enorme massa tumorale da ben 10 chilogrammi in una paziente testimone di Geova senza praticare nessuna trasfusione di sangue come da lei esplicitamente richiesto.

La donna era affetta da un tumore retroperitoneo di ben 10 chilogrammi, come mostra la foto pubblicata da “lo Sportelo dei diritti”, dunque si trattava di un intervento tanto necessario quanto delicato a cui si è aggiunta la difficoltà di praticare l’operazione senza trasfusione come prevedono i dettami religiosi dei testimoni di Geova. “Bisognava stare molto attenti ed utilizzare tutte le precauzioni per evitare sanguinamenti. La sede anatomica è particolare: lo spazio retroperitoneale è situato nell’addome al di dietro dei visceri: non è facile ottenere una resezione chirurgica con ampi margini di sicurezza” ha spiegato il direttore del reparto di Chirurgia generale dell’ospedale di Lecce alla testata locale “Corriere Salentino”.

Si tratta di “tumori rari che si sviluppano nello spazio retroperitoneale dell’addome dislocando gli organi vicini e, pertanto danno segno della loro presenza solo tardivamente” ha aggiunto il primario, ricordando che in presenza di pazienti testimoni di geova molti centri medici rifiutano di operare. L’intervento però è riuscito perfettamente e la donna presto sarà anche dimessa. “È andata bene. Contiamo di dimettere la paziente tra qualche giorno. Non è stato necessario trasfondere. Ma la sala è stata predisposta con un sistema di recupero sangue a circuito chiuso per eventuale utilizzo del sangue perso” ha rivelato infatti il dottor Spampinato.