È stata raggiunta da 8 proiettili e colpita anche alla testa Angela Dargenio, la donna di 48 anni uccisa dall’ex marito, la guardia giurata Massimo Bianco, sul pianerottolo di casa. È quanto emerso dall'autopsia eseguita dal medico legale Fabrizio Bison. Il femminicidio a Torino, in un condominio di corso Novara 87, nel quartiere Barriera di Milano. La vittima è stata colpita sulla fronte, vicino alla tempia, due volte all’addome, alla mano sinistra e al ginocchio sinistro. Il colpo alla testa è stato quello che ha ucciso Angela. Bianco ha sparato con la sua pistola di servizio contro l’ex moglie che era appena tornata a casa con le buste della spesa. Secondo la ricostruzione, dopo aver sparato Bianco è andato a casa sua, nello stesso palazzo in cui viveva la moglie, lasciando la porta semi chiusa. Lì lo hanno trovato i poliziotti allertati dai vicini di casa. Angela Dargenio si era separata da alcuni mesi dal marito, ma lui era rimasto a vivere nello stesso palazzo in cui vivevano anche i figli.

Per la guardia giurata il gip ha convalidato l’arresto. Il gip Claudio Ferrero ha depositato l'ordinanza di custodia cautelare in cui evidenzia la "pericolosità sociale" dell'uomo e lo tiene in carcere per omicidio volontario aggravato. In carcere Bianco è stato visitato dallo psichiatra e gli sono stati prescritti farmaci per dormire. Secondo il suo avvocato, la guardia giurata non ricorda quanti colpi ha sparato: “Non escludo l’intervento di uno psichiatra di parte per chiarire gli aspetti emotivi della vicenda”, ha detto l’avvocato. "Marcisca in prigione per il male che ha fatto, che muoia da solo", le parole dopo l’omicidio della figlia della coppia: "Se me lo avessero detto che sarebbe finita così non ci avrei mai creduto. Mi sembra di vivere un'altra vita”.