Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Elia, un italiano residente a Londra:

"Volevo condividere con lei una riflessione riguardo ad una situazione in cui mi trovo attualmente e come si trovano come me in molti. Sono un cittadino italiano residente all’estero, precisamente residente a Londra. E per ben chiari motivi mi trovo da ormai due mesi impossibilitato a raggiungere l’Italia. Non parlo in alcun caso di un rimpatrio, per quello è stato sempre possibile farlo, io parlo di una visita alla propria città di provenienza.

Ho scritto a vari organi che credevo fossero competenti come Regione, ministero degli Esteri, ministero degli Interni, Farnesina, Protezione Civile e Presidenza del Consiglio con delle risposte vaghe, non accurate, confusionarie e contrastanti tra loro, una sorta pure di scarica barile.

Ora non sto qui a polemizzare il fatto che esigo una risposta, sicuramente ci sono questioni più importanti che richiedono più attenzione ma vedo in questi giorni questioni che riguardano lo sport come il campionato di calcio, le funzioni religiose e altro che non sto qui ad elencare che reputo di minor impatto sociale rispetto alla situazione di un figlio che è non solo impossibilitato a vedere i propri genitori in un altra nazione ma che non sa nemmeno quando lo potrà fare.

Parlo a nome di molte persone nella mia stessa situazione che hanno rispettato le leggi e decreti finora emanati, non hanno falsificato falsi rimpatri o attivato la Farnesina per farsi la quarantena al mare o in montagna con mamma e papà e attendono linee guida e tempistiche precise. Non si può pensare ad un ritorno ad esempio nel mese di agosto con si spera la ripartenza in Italia e nel proprio paese di residenza adempiendo ai 14 giorni di quarantena, non ci sarebbero giorni di ferie sufficienti per far l’uno e poi aver del tempo per stare con i propri cari.

Perché non dare ora questa possibilità, perché non aprire i confini solo per questa categoria di persone, consentire alle compagnie aeree di fare un paio di voli al giorno per raggiungere la propria regione senza creare un flusso a unicamente a Roma (attualmente c’è un solo volo di rimpatrio al giorno da Londra a Roma per esempio). Dico ora perché molti esercizi commerciali riapriranno nel mese di giugno o luglio quindi partendo ora una persona ha il tempo di fare 14 giorni di quarantena e pure una settimana da condividere con la propria famiglia per poi tornare nel paese di residenza e rifare i 14 giorni di quarantena.

Ad ogni elezione di carattere nazionale ci spediscono tramite il Consolato italiano la lettera elettorale e le modalità di voto, come dovere civico noi votiamo ma abbiamo pure il diritto che in casi come questi non veniamo accantonati perché residenti in un’altra nazione. Siamo comunque italiani e orgogliosi di esserlo.

Spero che con questa riflessione che ho condiviso ci sarà qualcuno che ci potrà dare delle risposte e non ci accantoni solamente perché non siamo una categoria strettamente necessaria. Grazie di aver letto il mio pensiero, spero qualcuno prenda a cuore questa richiesta."