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La replica di un albergatore: “Vacanze in Italia care? È vero, ma vi spiego cosa resta a noi di quei soldi”

Riceviamo e pubblichiamo la “risposta” del gestore di una casa vacanze del Salento a una famiglia che aveva raccontato di aver scelto di andare all’estero a causa dei rincari delle strutture in Italia: “So bene quanto possa pesare organizzare una vacanza oggi ma vorrei offrire un’altra prospettiva”.
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A cura di Redazione

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Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato la testimonianza di un nostro lettore che spiegava che i costi troppo elevati di alcuni servizi lo hanno spinto a cambiare le sue abitudini e a rinunciare per questa estate a una vacanza in Italia con la sua famiglia. E di aver scelto, alla fine, di prenotare in un resort all’estero. "L’Italia non può essere più considerata una meta per i suoi cittadini e per famiglie, così viene meno anche la voglia di viaggiare e apprezzare il patrimonio nazionale", ci scriveva. A questo sfogo ha voluto rispondere il gestore di una casa vacanze nel Salento per raccontare anche il suo punto di vista e invitare a evitare generalizzazioni perché, se è vero che in Italia esistono strutture molto costose, è anche vero che ne esistono altre che cercano di mantenere prezzi onesti e qualità alta. E soprattutto fa un elenco di quelle che sono le sue spese: “Quello che spesso non si conosce è cosa rimane realmente a chi ospita”, spiega.

La lettera a Fanpage.it

Sono il gestore di una piccola casa vacanze nel Salento e leggendo la testimonianza di chi non riesce a fare vacanze in Italia mi sono sentito chiamato in causa.

Comprendo perfettamente il punto di vista della famiglia che racconta come le vacanze in Italia siano diventate troppo costose. Anch'io, da padre, so bene quanto possa pesare organizzare una vacanza oggi.

Vorrei però offrire un'altra prospettiva, quella di chi, con impegno e passione, cerca di proporre un'ospitalità di qualità a prezzi accessibili.

È vero che alcune strutture hanno prezzi molto elevati, ma non rappresentano tutta l'offerta italiana. Nella mia struttura, ad esempio, quest'anno ospiterò una famiglia di cinque persone dal 10 al 16 agosto (sei notti) a 777 euro, cioè circa 26 euro a persona per notte. Per l'estate prossima una famiglia di cinque ha prenotato due settimane, dal 31 luglio al 14 agosto, spendendo 1.900 euro, poco più di 27 euro a persona per notte, nel periodo più richiesto dell'anno.

Quello che spesso non si conosce è cosa rimane realmente a chi ospita. Prendiamo come esempio un soggiorno da 1.000 euro pagati dall'ospite.

Prima ancora di aprire la porta della casa vengono trattenuti:

  • Cedolare secca (21%): 210 euro
  • Commissione Booking (15%): 150 euro
  • IVA al 22% sulla commissione Booking: 33 euro
  • Commissioni bancarie sui pagamenti (1,5%): 15 euro
  • IVA al 22% sulle commissioni bancarie: 3,30 euro
  • Totale: 411,30 euro.

Dei 1.000 euro pagati dall'ospite, restano 588,70 euro.

E da questi 588,70 euro bisogna ancora pagare:

  • pulizie e lavanderia;
  • consumi di acqua, luce e gas;
  • IMU;
  • tassa rifiuti;
  • assicurazione;
  • manutenzioni e piccole riparazioni;
  • sostituzione di lenzuola, asciugamani, stoviglie e tutto ciò che si usura;
  • prodotti di cortesia come acqua, caffè, tè e tisane;
  • il tempo dedicato a fotografie, annunci, messaggi, assistenza agli ospiti prima, durante e dopo il soggiorno;
  • la registrazione obbligatoria dei documenti degli ospiti e tutti gli adempimenti amministrativi.

Non scrivo queste righe per lamentarmi, perché fare ospitalità è un'attività che mi dà grandi soddisfazioni. Sapere di aver contribuito a rendere piacevole la vacanza di una famiglia è la parte più bella di questo lavoro.

Le scrivo perché spesso si pensa che il prezzo pagato dall'ospite finisca quasi interamente nelle tasche del proprietario. La realtà è molto diversa.

Forse il problema non è contrapporre chi viaggia e chi ospita. Il vero problema è che oggi il turismo è diventato costoso per tutti: per le famiglie che cercano una vacanza e per i piccoli gestori che cercano di offrire un servizio curato senza trasformarlo in un lusso.

Credo che il dibattito dovrebbe concentrarsi su questo, evitando generalizzazioni. In Italia esistono strutture molto costose, ma ne esistono anche tante che cercano di mantenere prezzi onesti pur offrendo case curate e un'accoglienza di qualità.

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