Aveva già sperimentato la didattica a distanza imposta per le scuole durante il primo lockdown ma per lei, affetta da sindrome di down, era stato devastante non poter socializzare con i suoi compagni di classe. Così quando il governo ha varato la nuova stretta per la seconda ondata di contagi da coronavirus, la madre si è battuta fino all'ultimo per consentirle di poter restare in classe con i coetanei e dopo una lunga battaglia la 15enne G. da lunedì tornerà a sedersi sui banchi insieme ad alcuni dei suoi amichetti.

La storia di inclusione arriva dall'Abruzzo e più precisamente da Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo, dove grazie anche al sostegno del dirigente scolastico dell'istituto superiore frequentato dall'adolescente, il liceo  linguistico Saffo, la 15enne dalla settimana prossima potrà usufruire di quella "reale inclusione" prevista dagli stessi Dpcm di Conte ma che quasi nessuna scuola riesce a mettere in pratica. Un risultato ottenuto grazie alla tenacia della mamma, Claudia Frezza, ma anche alla capacità di trovare soluzioni adeguate da parte della dirigenza scolastica e dei professori e al sostegno di alcune associazioni come il Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno.

"Tra marzo e giugno abbiamo toccato con mano quanto fosse deleteria la didattica a distanza per mia figlia: il computer è come un muro per lei, che ha la sindrome di Down e un ritardo cognitivo molto grave" ha spiegato la madre della ragazzina a Redattore Sociale. Per questo fin dal primo momento la donna si è battuta per far applicare le norme, non accontentandosi della sola presenza della ragazzina in classe ma chiedendo l'applicazione della nota del ministero dell'istruzione che ha sancito la necessità di applicare condizioni di “effettiva inclusione”, ovvero la presenza in classe non solo degli studenti con disabilità ma anche di un gruppo di compagni e con gli insegnanti curricolari oltre a quelli di sostegno. Il resto lo hanno fatto la scuola, che ha chiesto agli altri genitori la disponibilità a mandare i propri figli, e le stesse famiglie che hanno accettato. Da lunedì la 15enne dunque non sarà più sola in classe, ma al suo fianco avrà altri cinque compagni che seguiranno le lezioni in presenza alternandosi con gli altri compagni da casa.