La Procura: “Letali i petardi sequestrati ai No Tav se fatti esplodere insieme”
Secondo i consulenti della Procura di Torino i petardi sequestrati lo scorso 30 agosto a bordo di un'auto nei pressi del cantiere dell'Alta Velocità in Val di Susa avrebbero potuto essere letali: "L'effetto della deflagrazione – precisano i tecnici – aumenta esponenzialmente se più petardi vengono uniti tra loro; in tal caso può verificarsi uno scoppio micidiale in grado di provocare lesioni anche mortali". I razzi ‘Rocket Box' e ‘Red Blink', simili a fuochi d'artificio, invece di per sè non sono considerati esplosivi ad effetto devastante ma la loro pericolosità aumenta se vengono lanciati attraverso i tubi in pvc da un metro, trovati nella vettura, e usati come lanciarazzi. Un razzo sparato usando questo tubo raggiunge "una velocità di circa 40-45 km/h". Secondo i test infatti i razzi "possono essere utilizzati come proiettili per colpire persone e/o cose poste anche a considerevole distanza (oltre 30 metri); inserendoli nei tubi in Pvc in sequestro possono infatti essere direzionati con una certa precisione e la capacità lesiva di un razzo del peso di circa 75-85 grammi proiettato a circa 40-45 km/h può essere micidiale se attinge parti vitali dell'organismo".
Intanto il Movimento 5 Stelle punta il dito contro Ltf, la società incaricata di promuovere il progetto dell'alta velocità: "La Ltf – spiegano i 5Stelle – dovrebbe interloquire solo con le istituzioni, nei modi e nei tempi consoni. A quelle stesse istituzioni che più volte hanno richiesto informazioni sulla progettazione. In nome della trasparenza abbiamo richiesto più volte di avere l’unitario progetto esecutivo della Torino-Lione. Nulla da fare. Ma non solo a noi mancano di trasparenza: persino alla Presidenza del Consiglio dei Ministri manca agli atti la doverosa comunicazione di redazione del progetto".