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18 Marzo 2019
20:18

La paziente è testimone di Geova: medici eseguono trapianto di fegato senza trasfusione di sangue

I medici hanno eseguito l’intervento il 23 dicembre scorso ma hanno atteso fino a stamattina per renderlo noto.
A cura di Davide Falcioni
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Una paziente anemica è stata sottoposta a un trapianto di fegato senza trasfusione di sangue. E' accaduto nel mese di dicembre all'ospedale Borgo Trento di Verona, dove i medici hanno – in via del tutto eccezionale – deciso di andare incontro alle esigenze della degente che, in quanto testimone di Geova, era fermamente contraria alla trasfusione. A eseguire l’intervento l’équipe del Centro trapianti di fegato diretta dal dottor Umberto Tedeschi. La complicata operazione è stata eseguita il 23 dicembre 2018, ma la notizia è stata diffusa solo questa mattina, quando i medici hanno avuto certezze, a quasi tre mesi, che non ci saranno complicanze.

La paziente è stata tenuta "sotto i ferri" per cinque ore e i medici hanno adoperato più tecniche per limitare al massimo le perdite ematiche. Sono stati impiegati il recupero intraoperatorio, l’emodiluizione e micro prelievi di sangue. A fine intervento, inoltre, sono stati somministrati ferro ed EPO. Dopo alcuni giorni di ricovero, in cui si è prestata particolare attenzione a ristabilire i valori ematici, la paziente è stata dimessa e ora è in buono stato di salute.

Il dottor Umberto Tedeschi ha commentato l'intervento: "Siamo in un ambito piuttosto complesso in cui ci sono diverse problematiche, non solo tecniche ma anche etiche, che richiedono non solo il rispetto religioso dei pazienti testimoni di Geova, ma anche il profondo rispetto dell’atto donativo e della finalità terapeutica del trapianto stesso: non possiamo permetterci di risultare fallaci. Sono state messe in atto tecnologie atte a finalizzare il risparmio del consumo di sangue, ad esempio la reinfusione in circolo del sangue stesso del malato. Già di per sé, il trapianto di fegato rimane un intervento di complessità e gestione eccezionali: proprio per questo deve essere valutato con estrema ratio e gestito in un bilancio complessivo di fattibilità chirurgica prima della decisione finale di iscrizione in lista definitiva per il trapianto".

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