La moglie è in coma, il marito rifiuta trasfusione di sangue: è testimone di Geova

A cura di D. F.
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I medici stanno cercando un giudice che autorizzi la trasfusione.

Una donna modenese ricoverata in coma all'ospedale di Modena rischia di morire non solo a causa delle sue critiche condizioni di salute, ma anche per il rifiuto di sottoporsi a una trasfusione di sangue che probabilmente le consentirebbe di sperare di sopravvivere. Sia lei che suo marito, infatti, sono testimoni di Geova, confessione religiosa che come è noto vieta ai suoi seguaci di accettare sangue altrui, adducendo ad alcuni passaggi delle sacre Scritture. I medici hanno tentato di insistere con il marito della donna, spiegandogli l'importanza di una trasfusione: l'uomo tuttavia è stato inamovibile ed ha risposto di no.

I medici non possono opporsi alla volontà dell'uomo: una sentenza della Cassazione ha stabilito nel 2007 che, se un paziente o il suo tutore sono contrari alla trasfusione, i dottori devono "forzare la mano" soltanto come opzione estrema. Si tratta però di un terreno scivoloso in cui è alto il rischio di incappare in denunce e guai con la legge. Per quanto riguarda il caso modenese i medici hanno avvisato l’Ausl, che ha preso contatti con il tribunale per cercare un giudice della sezione civile a cui sottoporre la questione.

Dall'azienda sanitaria spiegano che "la paziente va tutelata, ma non si può intervenire direttamente in un caso che riguarda una scelta fatta con una motivazione a sfondo religioso", a meno che un giudice non disponga la facoltà di effettuare la trasfusione. In quel caso i medici sarebbero "coperti" da una sentenza.

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