Il 14 settembre è il grande giorno, quello atteso da milioni di studenti, insegnanti e addetti: dopo più di 6 mesi di chiusura dovuta all’emergenza Coronavirus le scuole riaprono. E lo fanno con tante nuove regole, una serie lunghissima di indicazioni e novità per le famiglie, per gli alunni e per tutto il personale scolastico. Cambieranno completamente le abitudini dal momento in cui si esce da casa per andare a scuola fino all’uscita dall’istituto, con tante nuove regole riguardanti le mascherine, le distanze, ma anche i trasporti da prendere per raggiungere le scuole. Andiamo a vedere quali sono tutte le novità di questo nuovo anno scolastico, stando alle indicazioni fornite dagli esperti del Comitato tecnico-scientifico e dal ministero dell’Istruzione e ricordando che sotto alcuni punti di vista rimane un certo margine di discrezionalità sia per quanto riguarda le Regioni (in alcune si torna dopo in classe, per esempio) che per i singoli istituti.

La misurazione della febbre a casa

Il primo passo per genitori e studenti è quello della misurazione della temperatura. Che deve avvenire a casa, prima di uscire. Non è prevista a scuola, anche se alcune Regioni vorrebbero introdurre l’obbligo di misurazione all’ingresso degli istituti. Nel caso in cui la febbre sia superiore ai 37,5 gradi gli studenti dovranno rimanere a casa, evitando così il rischio di contagiare qualcuno sia a scuola che sui mezzi di trasporto.

Come andare a scuola: le regole per i trasporti

Proprio in vista della riapertura della scuola sono cambiate anche le regole del trasporto pubblico locale: è stata aumentata, su bus e metro, la capienza massima. Non più solo la metà dei posti, ma è salita all’80%. In alcuni casi è possibile arrivare alla capienza massima, se c’è un adeguato filtraggio e ricambio dell’aria. Sui mezzi è sempre necessario indossare la mascherina. Sugli scuolabus, inoltre, è possibile derogare alle regole sul distanziamento (e quindi riempirli al 100%) se la percorrenza è inferiore a 15 minuti.

Come si entra a scuola

Già all’ingresso bisogna mantenere il distanziamento di un metro tra gli studenti e con il personale scolastico. Bisogna evitare assembramenti. Gli ingressi possono essere scaglionati: gli istituti possono prevedere orari diversi di entrata per ogni classe, soprattutto per la scuola dell’infanzia. Se possibile i percorsi di ingresso e uscita devono essere differenziati.

Le mascherine e il distanziamento in classe

Non ci sarà obbligo di indossare la mascherina per i bambini al di sotto dei 6 anni e per gli alunni con disabilità che non permettano di utilizzarla. Per la scuola dell’infanzia non si prevede il distanziamento in classe, ma bisognerà formare dei gruppi stabili. Per le scuole primarie e secondarie è previsto il distanziamento sia negli spazi comuni che nelle classi. Durante gli spostamenti, anche all’interno dell’aula, studenti e docenti dovranno sempre indossare la mascherina. Quando saranno seduti al banco, invece, se viene mantenuta la distanza non sarà obbligatoria la mascherina. Se non viene rispettata la distanza di un metro la mascherina si dovrà indossare sempre. Anche per provare a ovviare a questo problema molte scuole riceveranno dei banchi monoposto, per aumentare le distanza tra gli studenti.

Nelle scuole secondarie sarà possibile chiedere l’uso delle mascherine in classe anche se si rispetta il distanziamento di un metro in alcune zone in cui si riscontra un’alta circolazione del virus. Le mascherine verranno fornite gratuitamente agli studenti e al personale, per un totale di 11 milioni di mascherine distribuite al giorno in tutta Italia. Ancora, la distanza tra banchi e cattedra deve essere di almeno due metri. La ricreazione si dovrebbe effettuare in classe.

La didattica a distanza

Per le scuole primarie e secondarie di primo grado non si prevede il ritorno alla didattica a distanza. Diverso il discorso per le scuole superiori: gli istituti possono valutare, se necessario, di utilizzare un sistema misto di didattica in presenza e a distanza. Si può ricorrere alla didattica a distanza anche in caso di quarantena della classe dopo la registrazione di un caso positivo: in questo caso le lezioni online potrebbero valere anche per le scuole primarie e secondarie di primo grado.

Cosa succede se c’è un caso sospetto di Covid a scuola

Ogni scuola avrà un suo referente Covid, una figura a cui segnalare tutti i casi sospetti e che farà da collegamento con il dipartimento di prevenzione. Altro compito sarà quello di controllare se in alcune classi si registra un alto numero di assenze, il che potrebbe segnalare un campanello di allarme. Nel caso in cui uno studente presenti febbre o altri sintomi riconducibili al Covid, deve essere portato in un’aula apposita in isolamento, assistito da un adulto (che deve indossare la mascherina) fino all’arrivo dei genitori dello studente. La famiglia porta a casa lo studente e chiamata il medico o il pediatria, a cui spetta il compito di valutare se sottoporre l'alunno a un tampone.

Nel caso in cui il tampone sia positivo bisognerà anche valutare la situazione dei suoi compagni e dei docenti che sono stati contatti stretti dello studente, valutando se effettuare altri test e se mettere in quarantena tutta la classe. In caso di positività si procede con la sanificazione della scuola, ma non si prevede la chiusura per l’emersione di singoli casi. In caso di quarantena per un figlio con meno di 14 anni, i genitori possono ricorrere a un congedo straordinario. Lo studente non può tornare a scuola fino al doppio tampone negativo nel giro di 24 ore.