La baby squillo racconta: “La paghetta non mi bastava più, per questo mi prostituivo”
Cosa ha spinto la giovane escort romana a prostituirsi? Quale è stata la molla che ha spinto la minorenne a vendere il proprio corpo? A raccontarlo è stata lei stessa nel corso di una testimonianza fatta ai magistrati che stanno tentando di far luce sul giro di baby squillo di Roma. La ragazza ha raccontato: "La paghetta settimanale di 50 euro dei miei genitori non mi bastava più. È stata una mia compagna di scuola a consigliarmi di rivolgermi a Guidotti. Lei indossava bei vestiti e gli ho domandato come li comprava. Glauco si è occupato di trovare i clienti. Ogni incontro sono stata pagata circa duecento euro. La maggior parte del denaro è rimasta nelle mie tasche". L'inchiesta sulla prostituzione minorile vede al momento due persone indagate: la prima è Paola S., 21enne prostituta che avrebbe introdotto la minorenne nel giro. L'altro è Glauco Guidotti, 55 anni, indagato anch'egli per induzione e sfruttamento della prostituzione minorile.
Nel corso della testimonianza – riportata dal Corriere – la ragazza ha raccontato: "Un giorno ho visto la mia amica nel cortile della scuola. È allora che mi ha rivelato il segreto dei suoi vestiti: mi ha detto di Guidotti e di contattarlo attraverso l’invio di foto sexy al sito bakekaincontri.it. Con Glauco ci siamo conosciuti a inizio settembre. Facevo parte di una squadra, eravamo quattro escort. Da quel momento Guidotti mi ha organizzato quattro, cinque incontri a settimana. Gli appuntamenti si sono svolti nelle case dei clienti. Era lui ad accompagnarmi. Al termine degli appuntamenti abbiamo diviso i compensi secondo gli accordi: lui aveva diritto a circa 20-30 euro sui duecento che prendevo".
La baby squillo ha dunque collaborato con gli inquirenti, che avrebbero individuato 25 clienti, il cui "destino" verrà rivelato solo al termine dell'inchiesta.