L’Unità in liquidazione: i giornalisti lottano per lo stipendio
Chissà cosa direbbe Antonio Gramsci, fondatore nel 1924 de L'Unità, se sapesse cosa sta accadendo nel "suo" quotidiano. L'assemblea dei soci della Nie, società editrice del giornale, ha infatti nominato in questi giorni i due liquidatori che dovranno "massimizzare il valore degli asset societari". Matteo Fago, socio di maggioranza, ha tentato di rassicurare i lavoratori, che dal canto loro hanno annunciato iniziative di lotta. "Questa scelta non va intesa come la chiusura del giornale ma il suo esatto contrario – spiega Fago -. La liquidazione rappresenta un passaggio inevitabile e necessario per uscire da una crisi altrimenti irreversibile". Il socio afferma: "Lo stato patrimoniale, finanziario e gestionale del giornale era ed è molto grave. Era quindi necessario prendere una decisione difficile: fallimento della società e conseguente chiusura de l'Unità oppure cercare una soluzione finanziaria e organizzativa che permetta al giornale di continuare a esistere. È mio intendimento riportare l'Unità ad essere il punto di riferimento politico e culturale della sinistra".
Il Comitato di Redazione tuttavia non ci sta e giudica ben poco credibili le parole di Fago: "Non c'è alcuna garanzia sul mantenimento degli impegni che Fago aveva assunto con la redazione. Così come mancano certezze sulla continuità delle pubblicazioni". Da tempo i giornalisti non percepiscono stipendio e vanno avanti con lo sciopero delle firme, che potrebbe essere solo la prima di una serie di iniziative di lotta. "Quello di una proprietà che decide la messa in liquidazione senza degnarsi di darne comunicazione ai lavoratori – aggiungono i rappresentanti sindacali – è un comportamento inaudito, inaccettabile, da padroni delle ferriere".