Intossicazione al campo estivo a Reggio Emilia: 26 bambini in ospedale. Il sindaco: “Non è un problema dell’acqua”

È fortunatamente rientrato l'allarme per i 26 tra bambini e ragazzi finiti in ospedale dopo aver accusato un malore durante un campo estivo in provincia di Reggio Emilia. I giovani, di età compresa tra i 9 e i 14 anni, sono stati dimessi nella stessa serata in buone condizioni dopo gli accertamenti eseguiti al pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria Nuova. “Stanno tutti bene, oggi sono ripartiti come da programma" ha confermato anche il sindaco Leonardi Perugi. Restano però da chiarire le cause dell'episodio, su cui sono in corso le verifiche del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Ausl.
I ragazzi partecipavano al campo estivo organizzato dalla Protezione civile con base a Corneto, nel comune di Toano. Martedì avevano raggiunto a piedi il Castello di Carpineti per una gita e, al rientro, alcuni di loro hanno iniziato ad accusare vomito e forti dolori addominali. Poco dopo è scattato l'allarme: i coordinatori hanno contattato il 118 e il gruppo è stato trasferito in pullman all'ospedale di Reggio Emilia, accompagnato dal personale sanitario. Dopo le visite e le cure del caso, i medici hanno escluso conseguenze gravi e disposto le dimissioni di tutti i pazienti.
"L'equipe medica ha escluso ipotesi gravi e, dopo i trattamenti del caso, sono stati tutti dimessi in buone condizioni nella stessa serata", ha spiegato l'Ausl, precisando che gli accertamenti per individuare l'origine della sospetta tossinfezione alimentare richiederanno ancora alcuni giorni.
Già nella notte tra martedì e mercoledì i giovanissimi hanno fatto ritorno al campo e la mattina successiva hanno ripreso regolarmente le attività. Lo stesso sindaco Perugi ha raggiunto personalmente il centro estivo per verificare le condizioni dei partecipanti. "La situazione è stata affrontata fin da subito con la massima attenzione e tempestività, in stretto raccordo con le autorità competenti, gli organizzatori del campo e il personale sanitario", ha dichiarato il primo cittadino, aggiungendo che "i ragazzi stanno bene" e ringraziando soccorritori, volontari, forze dell'ordine e operatori sanitari per la gestione dell'emergenza.
Ora si cercherà di capire cosa sia accaduto veramente. Tra le ipotesi al vaglio c'era quella di una possibile contaminazione dell'acqua: molti dei ragazzi, infatti, avrebbero riempito le proprie borracce a una fontana pubblica di Carpineti durante l'escursione. Per precauzione il Comune ha disposto la chiusura temporanea della fontanella, in attesa dei risultati delle analisi dell'Ausl. Il sindaco di Carpineti, Giuseppe Ruggi, invita però alla cautela: "Non sembrerebbe un problema legato all'acqua, ma aspettiamo l'esito dei controlli prima di trarre conclusioni". Anche Arca, gestore del servizio idrico provinciale, attende i risultati degli esami.
L'ipotesi di un colpo di sole è invece stata esclusa quasi subito, mentre quella di un alimento contaminato non trova, al momento, conferme: i ragazzi non avrebbero infatti consumato tutti lo stesso pranzo al sacco. Saranno le analisi avviate dall'Ausl a stabilire con precisione l'origine dell'intossicazione.