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Reggio Emilia, ciclista di 11 anni investito e ucciso da un camion dei rifiuti

Il bambino sarebbe stato urtato dalla ruota anteriore destra del camion dei rifiuti nei pressi di un incrocio a Reggio Emilia. Il piccolo è stato trasportato d’urgenza in ospedale in condizioni disperate ed è morto poco dopo.
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È morto il bambino di 11 anni che poco dopo le 14 di oggi era stato investito da un camion della nettezza urbana mentre si trovava in sella alla sua bicicletta a Reggio Emilia: l'incidente stradale è avvenuto all’incrocio tra via Zanichelli e viale Magenta.

Il decesso del minore, italiano, è stato dichiarato all'arcispedale Santa Maria Nuova dove era arrivato in condizioni gravissime. A quanto appreso, al momento dell'incidente si trovava sul posto un operatore sanitario fuori servizio che avrebbe provato a fargli il massaggio cardiaco e manovre di rianimazione. Poi è arrivata l'ambulanza che l'ha portato subito in ospedale ma il piccolo non ce l'ha fatta. Il ragazzino aveva appena finito la scuola elementare.

Stando a quanto emerso dai primi rilievi, il bimbo sarebbe stato urtato con la ruota anteriore destra del mezzo pesante: se questa fosse la dinamica, andrebbe verificato se il mezzo pesante abbia rispettato la distanza minima del metro e mezzo per il sorpasso dei ciclisti prevista dalla legge italiana.

Sull'incidente è intervenuta l'assessora alla mobilità sostenibile Carlotta Bonvicini: "Non si può morire a 11 anni. Non si può morire in strada, sulla propria bicicletta. Non possiamo continuare ad accettare che questo accada. Io non posso accettarlo. Penso che ci dobbiamo fermare un attimo. Ci dobbiamo interrogare se abbiamo fatto abbastanza, se lo stiamo facendo ogni giorno, a tutti i livelli, negli interventi che mettiamo a terra, nelle norme che approviamo, nel modo in cui ci muoviamo in strada, quando guidiamo, quando non prestiamo sufficiente attenzione agli altri. Penso che ci dobbiamo fermare. Perché questa è una tragedia collettiva e ci riguarda tutte e tutti".

La polizia locale sta effettuando i rilievi per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. L'area dell'incidente è stata temporaneamente delimitata per consentire le operazioni degli agenti e dei soccorritori. Una donna che ha assistito alla scena si è sentita male per lo shock ed è stata soccorsa a sua volta dall’ambulanza.

I ciclisti continuano ad essere una delle categorie più vulnerabili tra gli utenti della strada: secondo l'Asaps – Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale – dal primo gennaio 2026 sono 94 i ciclisti morti, 80 uomini e 14 donne, con 41 utenti over 65enni. Sei i casi di pirateria. "Nel 2025 – afferma l'associazione – su 222 decessi, ben 24 sono stati provocati da pirati della strada, 11% del totale, che sono fuggiti dopo aver ucciso un ciclista. Gennaio ha chiuso a 11 decessi, 18 a febbraio, 10 a marzo. Ad aprile 21 decessi. Maggio conta 24 decessi. Giugno ha 10 ciclisti morti. Nei primi cinque mesi del 2026 sono deceduti 84 ciclisti, uno in meno rispetto agli 85 del 2025. Per quanto riguarda le regioni in testa c'è la Lombardia con 22 morti, Emilia Romagna 18, Veneto con 15, il Piemonte 12 e la Toscana e Lazio con 4 decessi".

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