Non voleva suicidarsi e non intendeva uccidere nessuno. Si è difeso respingendo le accuse il giovane, attualmente agli arresti in ospedale a Treviso, accusato dell’omicidio di una donna di sessantadue anni, Giuseppina Lo Brutto, morta il 7 giugno in un incidente stradale a Povegliano, nell’hinterland di Treviso. Christian Barzan, studente di ventidue anni, si trovava alla guida della sua auto e stava litigando con la fidanzata che viaggiava insieme a lui quando è avvenuto l’incidente. Secondo quanto emerso dal racconto della fidanzata, Barzan avrebbe volontariamente lanciato la sua auto contro la vettura che transitava in direzione opposta.

A parlare della difesa del giovane all’agenzia Ansa è l’avvocato del ragazzo, Fabio Crea, che ha presentato  al giudice anche una memoria scritta. Secondo l’avvocato “i due si sono incontrati in un luogo appartato; hanno avuto un rapporto sessuale consenziente, poi quando è stato il momento di avviarsi verso casa sono riesplosi i risentimenti tra i due”. “La ragazza — ha detto ancora l’avvocato dell’indagato — ha strattonato Christian, il rapporto era in costante discussione, e lui l’avrebbe strattonata a sua volta tagliandola superficialmente”.  E ancora: “Lei avrebbe urlato una prima volta, poi avrebbe guardato le ferite in uno specchio accendendo la luce in auto, quindi nuovi spintoni e la perdita di controllo della vettura con l’incidente fatale contro l’auto della donna deceduta”. Il giovane nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al Gip avrebbe anche spiegato che le frasi pesanti rivolte via messaggio alla sua ex ragazza, che lo ha accusato anche di violenza sessuale, sarebbero legate a un momento particolare di crisi personale e sentimentale. L’avvocato ha annunciato la sua intenzione di presentare una istanza per la revoca della misura cautelare.