In Puglia le scuole elementari restano aperte con lezioni in presenza ma le famiglie possono richiedere la didattica a distanza per i propri figli, lo ha confermato nelle scorse ore il Tribunale amministrativo regionale di Bari chiamato ad esaminare le recenti ordinanze emesse dal Governatore Michele Emiliano in materia di contenimento del contagio da coronavirus. Nel dettaglio, i giudici del Tar di Bari dovevano decidere del ricorso presentato contro l’ordinanza con cui, il 28 ottobre, la Regione impose la Dad in tutte le scuole.

La decisione di Emiliano era giunta dopo una impennata di casi di coronavirus ma aveva scatenato la reazione di una parte di docenti e famiglie a anche del ministero dell’Istruzione. I giudici amministrativi avevano già sospeso l'ordinanzadi chiusura tanto da costringere Emilano a un parziale passo indietro con una nuova ordinanza che riapriva le scuole del primo ciclo imponendo però agli istituti di attivare la didattica a distanza su richiesta delle singole famiglie.

Con l’ultima decisione del Tar rimane dunque in vigore l’ordinanza del 6 novembre. Come hanno fatto notare i giudici, il ricorso del Codacons Lecce e di due gruppi di genitori salentini è stato di fatto superata dal Dpcm del 3 novembre e dalla successiva ordinanza regionale. Quest’ultimo provvedimento infatti non è stato oggetto di specifica contestazione e quindi rimane valido.

Il caso scuole in Puglia però resta aperto. Proteste conto la nova ordinanza son arrivate di presidi secondo cui il provvedimento “ha scaricato la responsabilità su famiglie e dirigenti scolastici generando la più volte lamentata situazione di disorientamento e di uniformità del servizio”. La stessa ministra Azzolina ha invitato Emiliano a riformulare l’ordinanza anche se dal suo canto il Governatore si è detto “molto soddisfatto dell’ordinanza cautelare del Tar di Bari che ha legittimato la Didattica integrata digitale anche nelle scuole del ciclo primario”.