I dati confortanti sui ricoveri covid delle ultime 24 ore diffusi dal ministero della Salute nel bollettino odierno confermano il trend positivo delle ultime settimane ma sono ancora ben tredici le regioni con percentuali di posti letto occupati in terapia intensiva ben oltre la soglia limite del 30 per cento indicata dal decreto del Ministro della Salute come limite massimo oltre il quale si è in una situazione di allarme. Nelle ultime 24 ore infatti in Italia si è assistito a un marcato calo dei ricoverati covid anche se a fronte di ancora 476 morti giornalieri. Nel dettaglio sono 377 in meno rispetto a ieri i ricoverati nei reparti di area medica per un totale di 26.952 pazienti. I ricoveri in terapia intensiva invece sono 67 in meno da ieri ma con 242 ingressi del giorno che portano il totale a 3.526 ricoverati in area critica.

Occupazione posti letto in terapia intensiva e area non critica

Complessivamente livello nazionale la soglia limite dell'occupazione delle terapia intensive è stata superata di nove punti percentuali attestandosi al 39%, stabile da alcuni giorni dopo aver raggiunto anche il 41%. Secondo l’ultimo aggiornamento dei dati da parte dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali Agenas, per quanto riguarda i posti letto occupati dai malati covid in area non critica, invece, a livello nazionale la percentuale si attesta al 41%, in decisa discesa rispetto al 44% dei giorni scorsi e quindi di poco  superiore alla soglia limite del 40 per cento individuata dal Ministero della salute.

Le regioni oltre la soglia critica dei ricoveri covid

A livello regionale, rispetto a una settimana fa, scendono sotto la soglia di area critica l'Abruzzo e il Veneto, che insieme a Sardegna, Sicilia, Campania, Basilicata e Calabria non raggiungono il 30% dei posti disponibili. L'Umbria è al limite al 31% mentre le situazioni più critiche sono in Lombardia, Marche e Piemonte che sono oltre il 50% dei posti letto occupati. Per quanto riguarda i posti letto in area non critica, invece, sono sette le regioni oltre la soglia del 40%. Oltre alle tre già citate per le terapie intensive si aggiungono Puglia, Calabria e Lazio, poco sopra la soglia anche l'Emilia Romagna.