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Covid 19
9 Marzo 2021
13:09

Il vaccino russo sarà prodotto anche in Italia: arriva l’accordo per lo Sputnik V

Il vaccino russo Sputnik V sarà prodotto in Italia a partire dal mese di luglio. Il nostro Paese potrebbe produrre 10 milioni di dosi dopo aver raggiunto l’accordo con il fondo governativo russo. Resterebbero però le riserve dell’Ema, Agenzia europea del farmaco, che ancora non ha dato la sua approvazione al siero. Secondo il Cda, infatti, mancherebbero i dati sugli effetti collaterali del vaccino.
A cura di Gabriella Mazzeo
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L'accordo è arrivato: da luglio l'Italia potrà produrre le sue dosi del vaccino Sputnik V. Tutto pronto per la produzione secondo la Camera di Commercio Italo-Russa, che annuncia la stretta di mano tra Adienne Pharma&Biotech e il fondo governativo russo. "Nelle scorse ore l'amministratore delegato del Russian Direct Investment Fund, Kirill Dmitriev, ha confermato l'accordo con l'azienda farmaceutica per la produzione dello Sputnik V in Italia, siglando il primo contratto europeo per la produzione locale del vaccino". Il siero dovrebbe essere quindi in produzione dal mese di luglio nella sede Adienne vicino Monza, a Caponago.

Il processo di innovazione dovrebbe aiutare a creare nuovi posti di lavoro e a incrementare le scorte di vaccini anti-Covid nazionali. Entro la fine dell'anno bisognerebbe arrivare ad almeno 10 milioni di dosi secondo la Camera di Commercio Italo-Russa. Per arrivare a questo accordo, gli incontri sono iniziati nel mese di ottobre con lo scopo di identificare dei partner per la produzione sul suolo nazionale. Adienne Pharma&Biotech è specializzata nella produzione di farmaci di nicchia per malattie rare. Si tratterebbe del primo centro di produzione fuori dalla Russia per quanto riguarda l'Europa. Nel Continente, infatti, il farmaco non è ancora stato approvato dall'Ema. In quel caso, però, in Brianza nascerebbe il primo centro di produzione dello Sputnik V di tutta Europa. La sua produzione, però, avrebbe come destinazione soltanto l'Italia

La mancata approvazione dell'Ema

Nel frattempo, molte altre regioni italiane fanno un passo avanti per realizzare il farmaco. Resta però il nodo Ema e l'approvazione che ancora non è stata fornita dall'Agenzia europea del farmaco (Ema). Il motivo sarebbe secondo il Cda da ricercare nella mancanza di dati sugli effetti collaterali sui vaccinati. Christa Wirthumer-Hoche dell'Ema ha paragonato il siero alla "roulette russa", suscitando le ire di Mosca, che ne ha chiesto le scuse pubbliche via Twitter. "Lo Sputnik V è approvato da 46 nazioni" scrive l'account Twitter del vaccino.

Lo Sputnik V non contiene l'agente patogeno, ma utilizza come vettore delle particelle di adenovirus umano ricombinante con la proteina S, presente nell'involucro del Covid. Le autorità governative russe ne avevano permesso la produzione in tempi brevi: la prima e la seconda fase sono state combinate e successivamente il farmaco ha ricevuto l'approvazione prima della fine della Fase III degli studi clinici. Le autorità russe avevano dichiarato un'efficacia del 95%. Gli esperti avevano però sottolineato le loro perplessità: l'efficacia non avrebbe potuto essere dichiarata fino alla fine della Fase III. La rivista scientifica The Lancet aveva pubblicato nel mese di febbraio i risultati della Fase II di sperimentazione del vaccino, attestando un'efficacia del 91,6%.

Le intenzioni del Centro Italia

Anche il Centro Italia si è candidato per accogliere le dosi di Sputnik V utili alle vaccinazioni di massa. Non solo ha chiesto di ricevere il siero, chiedendo all'Agenzia europea del farmaco un'accelerazione sulle verifiche utili all'approvazione europea.  Negli ultimi cinque mesi erano state individuate sedi tra Germania e Italia per la produzione del vaccino, ma alla fine è stato scelto il Nord Italia come eventuale prima sede europea. Il Centro Italia continua a proporsi come nuovo porto per la produzione dello Sputnik, destinato però in questo momento solo al piano nazionale, soprattutto alla luce dei dubbi di Johnson & Johnson sulla possibilità di fornire 55 milioni di dosi all'Unione Europea

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