Il parroco che benedice gli smartphone: “Tanti rischi nell’uso ma pochi lo sanno”

A cura di A. P.
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Il prete ha chiesto ai suoi parrocchiani di portare in chiesa gli smartphone e tablet in occasione dei festeggiamenti di Santa Lucia per poterli così benedire.

"Con l'avvento di Internet e dei social media e con lo sviluppo tecnologico, i cellulari sono diventati strumenti che ci permettono di fare tante cose ma in pochissimi conoscono veramente i limiti e i rischi di questo dispositivo e del suo uso", è quanto sostiene don Alessandro Palermo, 30enne parroco della chiesa di San Matteo a Marsala, nel Trapanese, che per questo ha  deciso di dare vita ad una iniziativa originale: benedice gli smartphone dei fedeli. Il prete infatti ha chiesto ai suoi parrocchiani di portare in chiesa gli smartphone e tablet in occasione dei festeggiamenti di Santa Lucia per poterli così benedire.

Una scelta non casuale quella di Santa Lucia, ha sottolineato il prete, spiegando: "Oggi viviamo immersi e ci muoviamo dentro una rivoluzione digitale, un'era in cui il senso della vista viene esaltato a tutti i livelli. I contenuti visuali sono quelli più efficaci per comunicare e per far riflettere le persone (anche per evangelizzare). Lucia, già invocata per la protezione della vista e degli occhi, può diventare una speciale guida per un uso corretto dei media digitali. Occorre, infatti, assumere uno sguardo educato che ci permette di fare un uso corretto e positivo dei nostri smartphone e tablet".

In realtà don Palermo non è il primo parroco a prendere una iniziativa del genere visto che altri sacerdoti hanno pensato di fare la stessa cosa individuando i cellulari come uno strumento da benedire come ad esempio si faceva in passato coi mezzi agricoli, ma il suo punto di vista è differente. Come ha spiegato il sacerdote, infatti, "gli occhi e lo sguardo vanno educati, protetti, tutelati anche quando guardiamo lo schermo del nostro cellulare. Non è solo una questione di salute perché stare troppo con gli occhi fissi su uno schermo può fare male, è anche una questione morale. Cosa guardo? Cosa mi piace guardare? Cosa desidero quando guardo una persona, una sua foto o un suo pensiero? Si può anche peccare con lo sguardo".

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