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26 Gennaio 2016
12:30

Il coming out di Giulia Latorre: “Sostegno forte alla battaglia per i diritti LGBT”

Giulia Latorre, figlia di Massimiliano Latorre uno dei due marò, scrive un accorato appello su facebook: “Non dobbiamo vergognarci di essere gay […] In occasione del Family Day, io mi schiererò dalla parte giusta della storia e a favore dei diritti e delle unioni civili. Spero lo facciate anche tutti voi”.
A cura di Redazione
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Giulia Latorre
Giulia Latorre

UPDATE ORE 20 – Nessuna smentita da parte di Giulia Latorre in merito al post apparso su “Stop omofobia”. La figlia del marò Massimiliano tramite il suo profilo Facebook ha tentato di chiarire quanto scritto e apparso in rete. “Il post su ‘Stop omofobia’ è molto chiaro, il mio è un sostegno forte e chiaro alla battaglia per i diritti LGBT. Nessuna smentita. La mia famiglia i miei amici sono consapevoli e pronti a fare questa battaglia con me”, ha scritto Giulia, che in un precedente status aveva scritto di non aver smentito nulla.

UPDATE ORE 14:50 – Giulia Latorre precisa: "Sono stata fraintesa, parlavo in generale". Al telefono con Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio di Radio Cusano Campus, Giulia Latorre precisa: “C’è stato un errore, non è come pensate, io parlavo in generale, non è niente di particolare, ora sto chiedendo di togliere la foto”.

"Ciao sono Giulia Latorre , 22 anni di Taranto e sono la figlia del MARO' Massimiliano Latorre, la cui vicenda è ormai tristemente nota da tutti. Ho deciso di fare questo passo non per pubblicità, anzi forse è la cosa di cui ho meno bisogno, ma perché voglio dar e forza a quelle persone che hanno paura di mostrarsi per timore delle polemiche, degli insulti e delle conseguenze di un coming out.” Comincia così la lunga lettera che Giulia Latorre scrive a Stefano Sechi e che viene ripresa dalla pagina facebook “OmofobiaStop”. Una testimonianza che acquista un ulteriore valore perché arriva a pochi giorni dal family day e nel pieno della battaglia parlamentare della legge sulle unioni civili che porta la firma di Monica Cirinnà.

E proprio in vista della manifestazione del mondo cattolico, Giulia Latorre scrive: “Io ho partecipato alle manifestazioni del 23 gennaio e ne sono orgogliosa. Spero che chi di dovere capisca che le unioni civili sono indispensabili è una conquista di civiltà. E il 30 gennaio. In occasione del Family Day, io mi schiererò dalla parte giusta della storia e a favore dei diritti e delle unioni civili. Spero lo facciate anche tutti voi”.

Ma quello della figlia di Massimiliano Latorre vuole prima di tutto essere un invito a non avere paura, a “non vergognarsi di essere ciò che si è”, nella consapevolezza che “si dovrebbe vergognare solo chi non accetta il proprio figlio”.

La lettera di Giulia Latorre

Ecco cosa scrive Giulia nella sua lettera:

"Ciao sono Giulia Latorre , 22 anni di Taranto e sono la figlia del MARO' Massimiliano Latorre, la cui vicenda e' ormai tristemente nota da tutti. Ho deciso di fare questo passo non per pubblicità, anzi forse è la cosa di cui ho meno bisogno, ma perché' voglio dar e forza a quelle persone che hanno paura di mostrarsi per timore delle polemiche, degli insulti e delle conseguenze di un coming out. A queste persone voglio dire che la vita è questa, è solamente una , e ve ne dovete fregare del parere della gente, soprattutto di quelle schiave della loro ignoranza! Siate voi stessi sempre, al di là di chi troverete di fronte a voi. Cosa avremmo di diverso noi omosessuali? Siamo tutti esseri umani, abbiamo sentimenti, abbiamo un cuore, abbiamo la voglia e il diritto di essere felici! E' chi ci giudica ad avere qualche problema. Perché le coppie gay, lesbiche non possono adottare un bambino? Per quale assurdo motivo? Vi dirò di più: a mio avviso ci sarebbe più amore nelle coppie gay che crescono un bambino, che in una coppia etero. Sono una persona abbastanza forte e determinata, ho superato tantissimi ostacoli da quando ero piccola, sto combattendo da anni una battaglia con la mia famiglia per avere giustizia per mio padre, ma ormai ho capito una cosa: il mondo fa veramente schifo. Per questo ho deciso di scrivere a voi di OmofobiaStop che state lottando per i diritti delle persone. Perché ho deciso di fregarmene del parere della gente, e vivere felice la mia vita.. A te che ci giudichi: ti rabbrividisce una persona omosessuale? Mi spiace, ma il problema ce l'hai tu, non io. Quindi gira i tacchi. Sicuramente molta gente omofoba mi contatterà e dirà la sua ma alla fine, CHISSENEFREGA! Ragazzi, non vergognatevi di essere ciò che siete, soprattutto se i vostri genitori non vi accettano. Si dovrebbero vergognare loro di non accettare il proprio figlio, non voi di desiderare la vostra vita. Chi ci perde sono loro, non voi. Non demoralizzatevi, andate avanti. La vita è piena di ostacoli, ci mette alla prova .. Tocca a noi superarli e pian piano diventeremo più forti… Io ho partecipato alle manifestazioni del 23 gennaio e ne sono orgogliosa. Spero che chi di dovere capisca che le unioni civili sono indispensabili è una conquista di civiltà. E il 30 gennaio. In occasione del Family Day, io mi schiererò dalla parte giusta della storia e a favore dei diritti e delle unioni civili. Spero lo facciate anche tutti voi. Vi abbraccio tutti. E ringrazio Stefano per avermi dato la possibilità di lanciare questo messaggio.

Giulia Latorre"

Il padre di Giulia, Massimiliano Latorre, è in convalescenza in Italia

Giulia Latorre (di cui si era parlato anche per il suo desiderio di partecipare al Grande Fratello, poi non avveratosi) è la figlia di Massimiliano, uno dei due marò, ed è accusato assieme al suo collega Salvatore Girone di aver ucciso due pescatori indiani. Attualmente il fuciliere della marina militare italiana in attesa dell'arbitrato internazionale della Corte de L'Aja (la cui decisione definitiva arriverà "non prima del 2018"). Latorre è in Italia e poche settimane fa ha ottenuto il rinnovo fino al 30 aprile del "permesso di permanenza": come noto, il marò è in convalescenza dopo l'ictus che lo ha colpito quando era detenuto in India. Proprio nella giornata di ieri è stato ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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