Il cardinale George Pell è stato assolto ed è già libero. L’Alta Corte australiana l’ha prosciolto dalle accuse di pedofilia. Il porporato di 78 anni, ex capo della Segreteria per l'Economia del Vaticano, era stato condannato a sei anni, in primo e in secondo grado, per gli abusi nei confronti di chierichetti nella cattedrale di Melbourne 20 anni fa. Dopo aver perso l’appello era stato trasferito nell’estate 2018 nel penitenziario di massima sicurezza di Barwon. Lui si è sempre dichiarato innocente. “Ho sempre mantenuto la mia innocenza, è stata corretta una grave ingiustizia“, ha detto Pell nella sua prima dichiarazione pubblica da quando era stato condannato nel dicembre 2018. Il cardinale ha aggiunto che il suo processo "non è un nè un referendum sulla Chiesa cattolica e né un referendum su come le autorità della Chiesa in Australia affrontano i casi di pedofilia".

Secondo la sentenza la giuria ha nutrito “un ragionevole dubbio” riguardo l'effettivo coinvolgimento del prelato nei fatti contestatigli. Esiste “una possibilità significativa”, sostiene la motivazione della sentenza, “che una persona innocente sia stata condannata”. Nel commentare la sentenza, il primo ministro australiano Scott Morrison ha fatto sapere di ritenere che “debba essere rispettata” la decisione dell’Alta Corte e che continuare “a discutere di queste cose non fa altro che causare molto dolore” a molti australiani “e quando queste cose accadono, i miei pensieri sono sempre con loro”, ha concluso Morrison. Mentre Papa Francesco ha iniziato la Messa celebrata a Santa Marta mettendo in evidenza come Gesù sia stato “perseguitato pur essendo innocente”, pur senza nominare Pell. E ha detto: “Voglio pregare oggi per tutti quelli che soffrono per ingiuste sentenze”.