Hostess precipitata dal balcone, testimoni smentiscono la polizia austriaca: “Non hanno visto Aurora saltare”

Continua la battaglia per avere verità e giustizia sulla morte di Aurora Maniscalco, l'hostess palermitana di 24 anni precipitata dal balcone della casa che divideva co il fidanzato a Vienna la notte tra il 21 e il 22 giugno 2025. La famiglia infatti non crede all'ipotesi del suicidio, formulata invece dagli inquirenti austriaci.
Il fidanzato, Elio Bargione, 27 anni, ha raccontato di aver avuto un litigio con la 24enne, al termine del quale si sarebbe lanciata nel vuoto. Una ricostruzione che non ha mai convinto i familiari della ragazza.
Oggi, lunedì 1° settembre, durante la puntata del programma Mediaset Morning News è stato mostrato un nuovo scambio di mail tra l'avvocato austriaco e quello della famiglia Maniscalco, Alberto Raffadale, che "ribalta lo scenario, smentendo la versione fornita sia dalla polizia austriaca che dal fidanzato della giovane".
"Come anticipato telefonicamente – si legge nello scambio di mail – ti posso confermare di avere avuto a luglio una conversazione con la sig.ra …. (una delle due testimoni, ndr), la quale mi ha confermato di non avere visto Aurora andare sul balcone e saltare. Il rapporto della polizia austriaca in merito è dunque errato".

"Faccio anche presente che le due testimoni (la sig.ra …. e sua madre) non hanno mai effettuato una deposizione ufficiale. Nel rapporto di polizia viene solo menzionato in maniera riassuntiva quanto da loro (asseritamente) detto. Ma da come puoi vedere, quello scritto dalla polizia in riguardo alle dichiarazioni fatte almeno dalla sig.ra… non corrispondono al vero", aggiunge.
"Il documento è attendibile e chiaramente questo dovrebbe servire da stimolo alla Procura di Palermo affinché senta questi testimoni che non possono essere più considerati oculari. Serve a smuovere le acque che a me sembrano ferme", ha spiegato Raffadale, raggiunto telefonicamente da Fanpage.it.
"Il problema – ci spiega ancora il legale – è che non reggono le indagini che hanno fatto lì. La polizia austriaca ha riferito al pubblico ministero a Vienna che i testimoni avrebbero visto il Bargione tentare di trattenere la ragazza che poi sarebbe caduta di testa".
"Ora però uno dei due testimoni dice praticamente che era in una stanza isolata e che non ha visto niente. – aggiunge Raffadale – Quindi, quello che ci resta è una ragazza precipitata dal balcone, questo sicuramente è un dato oggettivo. Ma se si è buttata, è stata indotta o è stata lanciata, questo non lo sa ancora nessuno".
La mamma di Aurora, Giada Cucina, intervenendo telefonicamente durante la trasmissione, ha raccontato di quanto "la relazione tra la figlia e il compagno, la preoccupasse".
"Quando veniva a casa a Palermo, in più occasioni – ha detto – ho notato lividi e segni sulle braccia, come fosse stata malmenata, come se avesse preso calci e morsi".
Durante la trasmissione è stato aggiunto anche un dettaglio: "L'abrasione trovata sul corpo della ragazza, non sarebbe soltanto sul braccio sinistro, ma si estenderebbe anche sul fianco verso la gamba, particolare che potrebbe far pensare che sia stata trascinata per terra prima della caduta".