“I miei figli sono intervenuti per evitare che il padre continuasse a farmi del male”, lo dice la madre di A., 18enne di Collegno che lo scorso 30 aprile ha ucciso a coltellate il padre, Giuseppe Pompa, 52 anni, nel corso di una lite. Il ragazzo, da sabato rinchiuso nella settima sezione del carcere  delle Vallette in custodia cautelare, avrebbe agito nel tentativo di difendere la mamma, vittima di frequenti abusi da parte dell’uomo. Le parole della donna sono state riferite al programma televisivo “Quarto Grado” e tendono a descrivere una situazione di soprusi ricorrenti, che avrebbe quindi portato al gesto estremo del figlio: “Non ho mai denunciato per non andare incontro a reazioni anche peggiori. I miei figli si mettevano in mezzo, per questo non sono mai finita in ospedale”.

Al contempo i familiari di Giuseppe Pompa sollevano dubbi sulla dinamica dei fatti. Il fratello dell'uomo ucciso da suo figlio scrive al programma: “Giuseppe non si è mai ubriacato in vita sua. Beveva saltuariamente. Non ha mai, e sottolineo mai, usato atti di violenza sulla propria moglie […] La nostra famiglia ritiene che i fatti non si siano svolti come descritti fino ad ora”.

L'omicidio avvenuto il 30 aprile

Secondo una prima ricostruzione dei militari giunti sul luogo dell'omicidio, il ragazzo di 19 anni, incensurato, al culmine di una lite, ha ucciso a coltellate il padre, un operaio di 52 anni. I militari sono intervenuti sul posto poco dopo il fatto e lì hanno trovato presenti al momento dei fatti anche la moglie e l'altro figlio maggiorenne della vittima.

Alex potrà sostenere ugualmente l'esame di maturità

Intanto ha avuto buon esito la richiesta del preside dell'istituto frequentato da Alex, che aveva chiesto con una lettera pubblica alle istituzione di permettere al ragazzo di sostenere ugualmente l'esame di maturità. Il ministero dell'Istruzione sta verificando se ci sono le condizioni, tuttavia dall'Ufficio Scolastico Regionale hanno fatto sapere che la richiesta da parte dell'istituto superiore che A. frequentava, di lasciargli sostenere l'esame, è pienamente legittima e riconosciuta dalla costituzione.