Potrà sostenere l'esame di maturità, se la valutazione dei suoi docenti sarà positiva. Non ci sarebbero ostacoli dal punto di vista della giurisprudenza alla possibilità che il diciottenne che ha ucciso il padre violento a Collegno (Torino) possa sostenere l'esame di maturità. Il ministero dell'Istruzione sta verificando se ci sono le condizioni, tuttavia dall'Ufficio Scolastico Regionale hanno fatto sapere che la richiesta da parte dell'istituto superiore che A. frequentava, di lasciargli sostenere l'esame, è pienamente legittima e riconosciuta dalla costituzione.

Sarà necessario un accordo con l'autorità giudiziaria perché A., da sabato rinchiuso nella settima sezione del carcere  delle Vallette, possa sottoporsi agli esami restando sottoposto alla misura cautelare restrittiva in carcere. Dopo la notizia della tragedia avvenuta a Collegno (Torino), lo scorso 30 aprile, a favore del diciottenne si era mosso subito Rinaldo Merlone, il dirigente dell'istituto alberghiero ‘Prever' di Collegno. "A. non ha mai condiviso con noi l'inferno che stava vivendo" ha detto in riferimento alle violenze che da anni andavano in scena in quella casa a danno della madre del ragazzo e alle quali lui ha assistito impotente fino a giovedì scorso, quando ha aggredito il padre, Giuseppe Pompa, con 24 coltellate.

Secondo i compagni di classe e i docenti del ragazzo, A. sarebbe stato sempre riservato e tranquillo oltreché promettente, un giovane con un'ottima media. Tuttavia la situazione di tensione in casa sarebbe stata evidente ai colleghi di lavoro della madre del ragazzo, cassiera al supermercato. Non erano passate inosservate le scenate di gelosia del marito al minimo accenno di sorriso o di gentilezza della donna verso i clienti. Purtuttavia, la moglie aveva sempre scelto di non denunciare e mantenere privata la situazione familiare.