Tre persone risulterebbero indagate per sequestro di persona nella vicenda della scomparsa di Elena, la 17enne di Grosseto di cui si erano perse le tracce lo scorso 7 agosto e ritrovata lunedì scorso. L'episodio ha tenuto col fiato sospeso la cittadina toscana per quasi due mesi, fino a quando la ragazza non è tornata sana e salva a casa. Secondo quanto emerso, tre uomini, tutti di origine romena, sarebbero stati indagati a piede libero con l'accusa di sequestro di persona. Per due di loro sarebbero stati ipotizzati anche reati più gravi. Come emerge da una prima ricostruzione effettuata dagli inquirenti, la ragazza avrebbe trascorso l'intero periodo di assenza dalla sua abitazione a Grosseto, in un appartamento non lontano dalla stazione ferroviaria, in via Saturnia, dove sarebbe stata aggredita anche con calci e pugni.

Come riporta il quotidiano La Nazione, è stata proprio Elena a raccontare l'inferno vissuto dallo scorso agosto alla Polizia durante il primo interrogatorio a cui è stata sottoposta proprio ieri. A darne notizia è il suo avvocato, Alessandro Risaliti, lo stesso legale che circa un mese fa, su input della madre, presentò alla Procura di Grosseto un esposto anonimo per sequestro di persona. Circostanza questa che, alla luce degli ultimi eventi, si è rivelata esatta. "Non si è trattato di un allontanamento volontario – ha spiegato Risaliti –. Elena ha detto di aver subito costrizioni fisiche anche pesanti e violenze. Ha detto di essere stata picchiata più volte con calci, pugni e schiaffi. E anche legata. La veridicità del racconto è assodata anche se per il resto saranno le forze dell’ordine a valutare tutte le sfaccettature della vicenda". Ma tante sono ancora le domande a cui bisognerà trovare risposta, per cui continuano le indagini senza sosta.