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31 Ottobre 2022
10:20

Gli bocciano il figlio: il padre scrive insulti osceni contro la prof sui muri della città

I fatti nel 2019 ad Arezzo. Il 57enne andrà a processo. Decine di offese ovunque col pennarello indelebile, specie dove fossero visibili ai parenti della professoressa.
A cura di Biagio Chiariello
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Un uomo di Arezzo andrà a processo per aver danneggiato e imbrattato la città ma soprattutto per diffamazione aggravata. Venerdì c'è la prima udienza, a margine della quale è emersa una storia che per tre anni era rimasta sotto silenzio.

Il fatto risale infatti al 2019, i protagonisti sono un ragazzo bocciato a scuola, suo padre e la prof. Quell'anno è stato ultimo con le bocciature a settembre, poi escluse a seguito della pandemia. In base alla ricostruzione il giovane, studente di un liceo della città toscana, si becca a giugno tre materie: Presentatosi agli esami di riparazione, però viene respinto.

Ed è a quel punto che si scatena l’inferno. Prima sul piano verbale, a quanto risulta, e poi sui muri. Secondo le indagini sono stati almeno 60 le zone di Arezzo dove l'uomo avrebbe riportato offese pesanti ed epiteti contro la professoressa, anche riportando il suo cognome, con un allusivo gioco di parole. Stando a quanto scrivono i giornali locali il marito della prof fa il giro di tutte le sessanta scritte, provando a cancellare almeno il nome, a difesa della moglie.

Scatta comunque la denuncia, cominciano le indagini della Digos, che in breve risalgono al padre dello studente bocciato, 57 anni.

Parte così l'iter giudiziario sfociato nel processo, davanti al giudice Antonio Dami, Pm Bernardo Albergotti, in cui sono sfilati i testimoni del fattaccio, inclusi gli stessi inquirenti che abbiano esibito il famoso pennarello, forse fornito in un momento di pentimento dallo stesso accusato all’ispettore della Digos. L'uomo è stato quindi rinviato a giudizio. Prossima udienza a febbraio,

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