Follonica. I funerali del piccolo Alessandro, schiacciato dal letto: “Un giorno ci ritroveremo”

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Il bambino, 8 anni, è morto dopo aver lottato per una settimana all’ospedale Meyer di Firenze dove è stato ricoverato in terapia intensiva. Migliaia di persone commosse lo hanno salutato per l’ultima volta nella chiesa di San Leopoldo nel comune in provincia di Grosseto.

C’era tutta Follonica ieri pomeriggio, 19 agosto, nella chiesa di San Leopoldo a dare l’ultimo saluto a Alessandro Liberti, il bimbo di 8 anni morto nella notte tra martedì 13 e mercoledì 14 agosto all'ospedale Meyer di Firenze, dov'era ricoverato da una settimana, a seguito di un drammatico incidente casalingo: nelle prime ore del pomeriggio del 7 agosto scorso il letto accidentalmente gli era caduto sulla testa. La mamma lo aveva trovato disteso a terra, senza respiro. Subito erano scattati i soccorsi, ma la situazione era apparsa subito disperata e il bambino è spirato dopo qualche giorno.

I funerali sono stati celebrati da don Salvatore Gallo. “Alessandro ci precede nel viaggio, si è tuffato nell’abbraccio divino di Dio”, sono state le prime parole dell’uomo di chiesa, che ha poi proseguito: “Quello che è accaduto al piccolo Alessandro ci fa comprendere quale sia il nostro destino. Alessandro sei stato un dono per tutti noi, per la tua squadra di hockey, per i compagni di scuola, per la tua famiglia. Adesso abbiamo un angelo in più che ci accompagnerà e che un giorno avremo la possibilità di ritrovare. Ci ritroveremo tutti insieme e faremo festa anche con questi palloncini bianchi che tanto piacevano ad Alessandro” ha detto ancora il prete durante l’omelia.

In prima fila in chiesa c’erano mamma Arianna e papà Salvatore che fino alla fine hanno combattuto al fianco del loro figlioletto all’ospedale Meyer di Firenze dove è stato ricoverato in terapia intensiva per una settimana prima di morire. Poi una fila di bambini da una parte i compagni di classe con le maestre dell’Istituto Leopoldo di Lorena e dall’altra i compagni di squadra del Follonica Hockey, la passione di Alessandro. Alla fine del rito funebre i piccoli hanno lasciato andare tanti palloncini in cielo accompagnandoli con un coro: “uno, due e tre, ciao Ale!”.

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