Ci sarebbe una svolta nell'omicidio di Fermo. La vedova di Emmanuel Chidi Nnamdi, Chinyere, avrebbe infatti cambiato la versione del suo racconto: “Fu mio marito ad afferrare per primo il segnale stradale e a scagliarlo contro Amedeo Mancini che cadde sul marciapiede" ha detto la donna sentita una seconda volta dagli inquirenti, secondo quanto riporta il Corriere della Sera. La 24enne vedova ha così di fatto allineato la sua versione a quella delle altre testimonianze. Ora rischia l'accusa di falsa testimonianza, ma si è giustificata dicendo che non parla bene l’italiano e che quando ha reso la prima testimonianza era sotto choc. I suoi legali sostengono però che non si tratti di una ritrattazione, bensì di una semplice precisazione.

In precedenza la ragazza aveva detto che era stato Mancini ad aggredire suo marito. "L'uomo bianco afferrava un segnale stradale… E con tale arnese colpiva mio marito all'altezza della testa lato posteriore al contempo gli dava calci alle gambe. Quindi Emmanuel è caduto all'indietro", aveva detto ai magistrati. Sull'omicidio del ragazzo sono state ascoltate 8 persone: oltre alla stessa Chinyere, A.F. ovvero l'amico di Mancini che provò a placare gli animi, due vigili urbani giunti sul posto quasi al termine della colluttazione, e quattro donne. In particolare, due di queste sono considerate testi chiave per vari motivi: non si conoscevano, hanno assistito personalmente alla lite e l'hanno ricostruita nello stesso modo. Stando a  quando da loro raccontato, dopo l'insulto (““African scimmia” e “negri di m…a”), hanno visto "Emmanuel afferrare il cartello stradale con base circolare di ferro e lo scaraventarlo contro Mancini colpendolo e facendolo cadere a terra".