Femminicidio Cinzia Pinna, il padre di Emanuele Ragnedda indagato per maltrattamenti dopo la denuncia dell’ex moglie

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Dopo la denuncia per maltrattamenti di Nicolina Giagheddu, mamma di Emanuele Ragnedda, nei confronti dell’ex marito, l’uomo è stato iscritto al registro degli indagati. Secondo quanto apprende Fanpage.it, la donna sarebbe stata vittima anche di minacce con un’arma da fuoco, la stessa poi usata da Emanuele Ragnedda contro Cinzia Pinna, uccisa nel settembre di un anno fa.

Nicolina Giagheddu ha denunciato l'ex marito, Mario Ragnedda, per maltrattamenti. Abusi, secondo quanto racconta la donna, durati 30 anni. Il clima di terrore tra le mura di casa Ragnedda-Giagheddu non è mai cambiato nel corso del matrimonio e la donna ha deciso di spezzarlo spinta anche dal femminicidio di Cinzia Pinna, avvenuto un anno fa in Gallura e per il quale ha confessato il figlio, Emanuele Ragnedda.

Ad assisterla nel processo sono le legali Angela Corda e Lia Deiana. Ora la Procura di Tempio Pausania ha iscritto Ragnedda padre al registro degli indagati per la vicenda. Fanpage.it ha avuto modo di approfondire il racconto già reso da Giagheddu alle autorità e secondo quanto appreso, la donna avrebbe subito per anni violenze fisiche, psicologiche ed economiche, pur essendo legalmente la proprietaria di ConcaEntosa, la tenuta vinicola nella quale lavorava anche Emanuele Ragnedda.

La denuncia è arrivata un anno dopo il femminicidio compiuto da Ragnedda nella notte tra l'11 e il 12 settembre 2025, quando il giovane esplose tre colpi di pistola al volto della 33enne di Castelsardo per poi nascondere il corpo nella tenuta di famiglia. Mario Ragnedda, ora indagato per maltrattamenti, ha espresso la volontà di presentare denuncia per calunnia.  

A spingere Giagheddu a sporgere denuncia, anche la convinzione che il figlio non abbia raccontato tutta la verità sul femminicidio di Cinzia Pinna. Per la donna, Emanuele non era solo la notte del delitto e sarebbe stato aiutato a insabbiare tutto. Dal giorno dell'arresto, Giagheddu non ha più avuto contatti con il figlio e non lo ha incontrato in carcere. Secondo quanto apprende Fanpage.it, per anni Emanuele avrebbe avuto un brutto rapporto con il padre e spesso avrebbe cercato di difenderla dai maltrattamenti. Quando però ha iniziato a fare uso di sostanze, anche il suo atteggiamento sarebbe mutato.

Dal 7 ottobre 2025 Nicolina Giagheddu ha lasciato la casa coniugale e da novembre scorso ha rotto ogni rapporto con l'ex marito che però avrebbe continuato a minacciarla, arrivando anche ad appostarsi sotto casa o davanti ai ristoranti da lei frequentati.

Almeno una volta, come riporta la denuncia della donna, Mario Ragnedda avrebbe cercato di ucciderla gettandola dal balcone. Giagheddu fa riferimento anche a un'arma da fuoco, nascosta in un pouf nel salotto e utilizzata più volte dal marito per minacciarla. La stessa arma, secondo la donna, che il figlio avrebbe poi usato contro Cinzia Pinna.

Nella denuncia, la donna ha fatto riferimenti alla presenza dell'ex marito a ConcaEntosa dopo l'omicidio della ragazza. Giagheddu ha chiesto più volte di essere sentita dalla Procura per parlare di episodi e circostanze da approfondire: secondo quanto da lei raccontato anche alle autorità, il giorno dopo la morte di Pinna, Mario Ragnedda sarebbe andato a Conca Entosa per "seppellire una gatta randagia". Una circostanza che poi, dopo quanto emerso nelle indagini sulla morte della giovane, l'ha portata a riconsiderare i fatti e a chiedere ulteriori approfondimenti su quanto avvenuto tra l'11 e il 12 settembre 2025.

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