“Fate troppo rumore”, poi il pugno alla nuca: 69enne cade e batte la testa, è grave. Caccia ai ragazzini
Un pugno alla nuca, poi la caduta lungo tre gradini e il violento impatto della testa sull'asfalto. È in prognosi riservata un uomo di 69 anni aggredito nel pomeriggio di ieri, lunedì 24 agosto, a Bevera, frazione di Ventimiglia. L'ipotesi al vaglio degli investigatori è che ad aggredirlo sia stato un gruppo di giovanissimi, forse minorenni, dopo un rimprovero nato perché si trattenevano nei pressi della sua abitazione.
La vittima ha riportato un grave trauma cranico con ematoma cerebrale e la frattura di un polso. È ricoverata all'ospedale Borea di Sanremo, dove i medici stanno monitorando l'evoluzione del quadro clinico attraverso Tac effettuate a intervalli regolari. Non si esclude, se necessario, un trasferimento al Santa Corona di Pietra Ligure, centro di riferimento per la neurochirurgia.
Il rimprovero e poi l'aggressione a Ventimiglia
Secondo quanto ricostruito finora dalla Polizia di Frontiera di Ventimiglia, da alcuni giorni un gruppo composto da quattro o cinque ragazzi e ragazze si ritrovava vicino alla casa del 69enne. L'uomo sarebbe stato infastidito dalla loro presenza e avrebbe chiesto loro di allontanarsi perché facevano rumore e disturbavano.
Da quel momento la situazione sarebbe degenerata. Non è ancora chiaro se tra l'uomo e il gruppo ci fossero stati altri episodi nei giorni precedenti. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire soprattutto quanto accaduto subito dopo il rimprovero.
Mentre il 69enne stava rientrando verso casa, due ragazzi lo avrebbero seguito. Uno di loro, secondo le prime testimonianze raccolte, lo avrebbe colpito alla nuca. Il colpo avrebbe fatto perdere l'equilibrio all'uomo, che si trovava in quel momento su una breve scalinata composta da tre gradini. La caduta è stata violenta: il 69enne ha battuto la testa sull'asfalto.
"Erano appena adolescenti": caccia al gruppo
Alcuni testimoni hanno descritto gli aggressori come ragazzi "appena adolescenti". Quando sono arrivati i soccorsi, però, del gruppo non c'era più traccia. Il 69enne è stato assistito dal personale del 118 e da un equipaggio della Croce Verde Intemelia, quindi trasferito d'urgenza all'ospedale Borea.
Le indagini sono ora concentrate sull'identificazione dei giovani coinvolti. La Polizia di Frontiera sta raccogliendo le testimonianze e acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, che potrebbero aiutare a ricostruire gli spostamenti del gruppo prima e dopo l'aggressione.
Un passaggio importante sarà anche la testimonianza della vittima. Gli investigatori attendono che le sue condizioni di salute consentano di ascoltarlo per chiarire direttamente con lui la dinamica di quanto accaduto e accertare le responsabilità individuali di tutti i ragazzi coinvolti.