A Bolzano riapre tutto. Il Consiglio provinciale ha infatti approvato in seduta notturna con 28 sì, un no e sei astensioni la legge che accelera, e di molto, la fase 2 dell'emergenza Coronavirus in Alto Adige rispetto al resto dell'Italia. A partire da questo pomeriggio ripartiranno alcune attività, tra cui negozi, mentre lunedì toccherà a parrucchieri, bar, ristoranti e musei. "La crisi – ha detto il governatore Arno Kompatscher – è stata una grande sfida per tante categorie, dalle famiglie alle imprese, e le prossime settimane saranno comunque difficili. La legge forse delude alcune aspettative, ma è stato giusto proseguire insieme su questa strada". Il testo prevede tuttavia ancora il divieto di assembramento, l'osservanza della distanza minima di due metri e un adeguato rapporto tra superficie e persone per tutte le attività economiche.

Il calendario per le riaperture a Bolzano

Il disegno di legge 52/20, che è stato approvato dal Consiglio provinciale altoatesino nel cuore della notte dopo una lunga maratona, stabilisce un calendario ben preciso con la riapertura, nello specifico, già a partire da domani, sabato 9 maggio, delle attività commerciali, produttive industriali e artigianali; dal lunedì 11 maggio, sempre nel rispetto delle norme del distanziamento e con le dovute precauzioni sanitarie per evitare che il contagio torni a diffondersi, riapriranno le attività inerenti servizi alla persona, quindi parrucchieri, barbieri, estetisti, centri estetici, ma anche servizi di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), e musei, istituzioni culturali comprese biblioteche e centri giovanili. Poi, ancora dal 18 maggio, torneranno ad essere offerti i servizi per l’infanzia con gruppi ridotti e il 25 maggio riapriranno tutte le strutture ricettive presenti sul territorio provinciale e gli impianti a fune. I sindaci del territorio possono adottare misure più restrittive. Inoltre, la nuova legge prevede anche la libertà di movimento all'interno del territorio provinciale e nel territorio trentino senza autocertificazioni.

Il governo impugna la legge della provincia

Per evitare una densità di persone troppo elevata sia al chiuso che nelle aree all'aperto, alle attività economiche si applica la cosiddetta regola di 1/10, secondo la quale viene definito un rapporto tra superficie e numero massimo possibile di persone. I proprietari o gli utenti delle aree sono obbligati a garantire la disponibilità di dieci metri quadrati di spazio per persona. Questo è l'unico modo per evitare affollamenti e consentire a ciascuno di osservare la regola della distanza. Non viene però applicata nel settore della ristorazione. In Alto Adige ci sono stati finora 2.552 casi confermati di Coronavirus e 286 decessi. Si ricorda che le misure della legge sulla Fase 2 approvate dal Consiglio provinciale di Bolzano riguardano ambiti in cui la Provincia ritiene di avere la competenza in virtù dello Statuto di autonomia, mentre per quanto riguarda gli spostamenti verso il resto del Paese, le lezioni scolastiche e universitarie e le manifestazioni sportive valgono le normative nazionali. Tuttavia, "la provincia autonoma di Bolzano ha deciso di aprire alcune attività commerciali pur in assenza delle linee guida sul lavoro, il governo non può fare altro che impugnare il provvedimento, limitatamente alle parti in contrasto con le regole sulla sicurezza sul lavoro". Lo ha annunciato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.