Perché l’eruzione dell’Etna non ci deve preoccupare: le parole del direttore di Ingv a Fanpage.it

L’attività vulcanica dell’Etna, secondo il direttore dell’Ingv Stefano Branca, non deve preoccupare la popolazione. “Il vulcano si sta ricaricando – ha spiegato a Fanpage.it – e ha ripreso in modo diluito la sua attività”
A cura di Luisa Santangelo
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Resterà chiuso fino alle 20 l'aeroporto di Catania dopo l'attività dell'Etna che ha costretto la struttura a non far partire e atterrare aerei dopo l'incendio del 16 luglio scorso. Oltre ai disagi dovuti al fermo imposto all'aeroporto siciliano, soprattutto in un periodo di ferie per molti italiani, resta la preoccupazione per l'insolita attività vulcanica che si inquadra in un momento di gravi problematiche legate al cambiamento climatico ed eventi climatici catastrofici.

In realtà, ha spiegato il direttore dell'Ingv Stefano Branca, l'attività vulcanica sarebbe da considerarsi normale. "Quanto successo oggi rientra nella tipicità degli eventi vulcanici degli ultimi anni – ha ribadito a Fanpage.it -. Si tratta del secondo episodio legato all'Etna nel 2023, i vulcani hanno sempre bisogno di un momento di "ricarica" dopo aver emesso magma".

Branca ha spiegato nell'intervista rilasciata a Fanpage.it che l'attività vulcanica registrata tra il 2021 e il 2022 con l'enorme quantitativo di magma eruttato dal vulcano, ha costretto l'Etna a ricaricarsi fino ad oggi, riprendendo in maniera diluita nel tempo la sua attività. "Un vulcano non smette mai di ricaricarsi, si tratta di procedimenti lunghi che noi possiamo seguire attraverso un'apposita rete di monitoraggio, come le deformazioni del suolo e i gas magmatici".

Secondo il direttore dell'Ingv, l'attività esplosiva dell'Etna che ha spaventato Catania è finita intorno alle 5.30 del mattino con una leggera emissione di cenere fino alle 8. L'evento, secondo Branca, ha avuto una durata totale di circa 7 ore. "Un tempo variabilissimo per un vulcano" ha concluso l'esperto, mostrandosi tranquillo rispetto all'improvvisa attività lavica dell'Etna.

La chiusura dell'aeroporto è dovuta alla cenere in strada e alla scarsa visibilità causata dal fumo del vulcano.

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