Ancora una notte di paura a L'Aquila, da giovedì scorso alle prese con l'emergenza incendi, al punto che l'amministrazione comunale è stata anche costretta a chiedere la dichiarazione dello stato di emergenza. Le attività di spegnimento delle fiamme, che hanno interessato i quartieri di Cantessa e Pettino, densamente abitati, e la zona di Arischia, sono riprese da parte dei canadair alle 06:30 di questa mattina. "Di due fronti, ne rimane sostanzialmente solo uno – ha annunciato il sindaco, Pierluigi Biondi, su Facebook -. Nella frazione di Arischia è sotto controllo, seppure non del tutto domato. Nei quartieri di Cansatessa e Pettino, invece, il quadro è più serio e ha generato apprensione tra i cittadini: molti sono scesi in strada nel corso di questa notte e di ieri. Per ora non sono state disposte evacuazioni, ma abbiamo comunque individuato strutture ed alloggi alternativi per l’ospitalità".

La situazione più difficile si registra a Pettino, dove il rogo è ben visibile da più angoli del paese e anche a distanza si riesce a sentire l'odore acre del fumo. In molti questa notte sono scesi in strada condividendo sui social network video e foto dell'incendio. Il timore è che le fiamme possano arrivare alla zona di Madonna Fore e San Giuliano, molto frequentata dagli aquilani e già colpita dall'incendio devastante del 2007. Sono circa le 300 le persone sul posto tra vigili del fuoco, protezione civile, volontari, esercito, forze dell'ordine e polizia locale, che stanno cercando di portare sotto controllo la situazione.  In attesa che la presidenza del Consiglio dei ministri risponda alla richiesta di stato di emergenza avanzata dal Comune abruzzese, il primo cittadino ha interessato il dipartimento di Protezione civile nazionale affinché sia concesso il rifornimento di carburante dei mezzi aerei di soccorso direttamente all'aeroporto di Preturo. "Nel corso della giornata – ha aggiunto Biondi – sono stati anche censiti i residenti delle zone interessate dal perimetro del fuoco. Si tratta di 1800 persone, ma di questi solo una novantina sono nelle case più vicine al fronte delle fiamme". Proseguono intanto le indagini dopo il ritrovamento degli inneschi che avrebbero dato origine all'incendio.