“Dormivano durante le pattuglie di notte”: 11 polizotti a processo per abbandono di servizio e truffa allo Stato

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Per gli agenti della stradale, che negano fermamente le accuse, il processo si aprirà a dicembre dopo che il Gup ha disposto per loro il rinvio a giudizio.

Abbandono di servizio e truffa ai danni dello Stato, sono solo alcuni dei gravi reati contestati a ben 11 agenti della polizia stradale accusati di aver attestato di essere in servizio durante i turni notturni mentre in realtà si sarebbero addormentati in auto o addirittura avrebbero trascorso del tempo in esercizi commerciali. Per loro il Giudice per le udienze preliminari del tribunale di Sulmona ha disposto il rinvio a giudizio, accogliendo le richieste della procura abruzzese, ritenendo sufficienti gli elementi raccolti durante l’inchiesta.

I fatti contestati ai poliziotti, in servizio all’epoca dei fatti alla polizia stradale di Pratola Peligna, risalgono al periodo tra il 2019 e il 2022. Il caso era emerso nell’ambito di una maxi inchiesta su presunti comportamenti irregolari durante l’orario di servizio e si è avvalsa anche di intercettazioni ambientali e telefoniche e localizzazioni attraverso il Gps.

Le indagini, secondo la procura di Sulmona, avrebbero attestato dei comportamenti illeciti da parte degli agenti in maniera non occasionale ma ripetutiti nel tempo. Tra i fatti contestati mancati interventi per veicoli rimasti in panne e persino per un incidente stradale. In pratica i poliziotti avrebbero attestato di aver raggiunto le zone indicate senza però muoversi.

L’inchiesta aveva coinvolto inizialmente 19 agenti ma solo per 11, tra cui alcuni ormai andati in pensione, si è arrivato al processo mentre gli altri sono stati scagionati. Nella prima fase era stata disposta anche la misura cautelare della sospensione dal servizio, ma successivamente il Tribunale del Riesame aveva imposto il loro reintegro.

Gli indagati, che negano fermamente ogni accusa e sono pronti a dare battaglia in Tribunale, devono rispondere a vario titolo anche di falso, peculato e addirittura furto. Tra gli episodi incriminati infatti anche un presunto uso privato delle auto di servizio e un presunto taccheggio di cioccolatini all'interno di un'area di servizio. Il processo si aprirà a dicembre.

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