Gioielliere minacciato con piede di porco e cacciavite durante una rapina: “Mio nonno è stato ucciso così”
Erano almeno in quattro i rapinatori entrati nella notte del 3 settembre nella gioielleria Corona di Oderzo, in provincia di Treviso. Prima hanno forzato la porta d'ingresso e poi, grazie alla polvere dell'estintore, hanno limitato la visuale in vista di un possibile intervento delle Forze dell'ordine.
Il primo ad arrivare sul posto però non è stato un agente, ma il proprietario della storica gioielleria, Mauro Corona. L'uomo, secondo quanto ricostruisce Today, abita davanti al suo negozio e una volta sentito il segnale dell'allarme si è precipitato in strada per accertarsi di cosa stesse succedendo.
Sul posto ha trovato i malviventi che stavano uscendo con le borse piene di tutti i gioielli che erano riusciti a rubare. L'uomo li avrebbe affrontati dicendo loro di avere chiamato i Carabinieri, e poi avrebbe finto di allontanarsi per poter vedere la targa dell'auto che li stava aspettando con un quinto uomo a bordo.
Un'azione che non è piaciuta ai ladri che resisi conto di quello che stava avvenendo hanno minacciato il gioielliere con gli attrezzi che avevano per scassinargli il negozio: piede di porco e cacciaviti. Fortunatamente, un minuto dopo è sopraggiunta l'auto della vigilanza e la banda si è data velocemente alla fuga.
Ora, starà ai Carabinieri di Oderzo risalire all'identità dei rapinatori e restituire la refurtiva al legittimo proprietario. A questo scopo, Corona ha già consegnato le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti della gioielleria che, a quanto risulta, non sarebbero state oscurate.
Non è la prima volta che l'uomo, ultimo di almeno tre generazioni di gioiellieri, si trova ad affrontare una situazione simile. Anzi, suo nonno sarebbe stato ucciso proprio nel corso di una rapina diversi decenni fa.
Anche memore di quell'evento tragico, nel faccia a faccia con i rapinatori avrebbe preferito mantenere le distanze, limitandosi a chiedere di lasciare la refurtiva perché stavano arrivando i carabinieri.