Nevruz minacciato al concerto per aver esposto la bandiera della Palestina: “Ti facciamo un cu*o così”

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Nevruz con la bandiera della Palestina
L’ex concorrente di X Factor, Nevruz, è stato insultato e minacciato (come si vede nei video) durante un concerto a Roncoferraro (Mantova), dopo aver esposto la bandiera palestinese e parlato contro le guerre: “Volevano venire alle mani”. Ora sporgerà denuncia contro ignoti.

Domenica sera Nevruz, cantautore, frontman del duo punk rock apnee Le OssA Power II, ed ex concorrente di X Factor, stava cantando e suonando in un concerto gratuito, il GarageBands Festival, organizzato dal Comune di Roncoferraro, in provincia di Mantova, quando è stato minacciato e insultato da un gruppo di persone dopo aver esposto la bandiera della Palestina e fatto un discorso contro la guerra e il riarmo.

Una parte dei presenti che si trovava a bordo palco, da quel momento, ha iniziato a insultare e a minacciare l'artista per tutto il resto dell’esibizione. "Ti facciamo un culo così", "ammazzati", "mettitela nel cu*o" (riferito alla bandiera, ndr), "metti la bandiera italiana, deficiente", sono solo alcuni degli epiteti che gli hanno rivolto, accompagnati da gesti ripetuti: la mano al collo, a mimare il taglio della gola, o le braccia allargate per fargli capire cosa avrebbero voluto fargli una volta sceso dal palco. "All’inizio ho continuato a suonare e parlare perché i loro insulti non entravano nei microfoni, anche per difendere il nostro lavoro come band, Le OssA Power II, ma è diventato tutto così pesante che ho dovuto interrompere due volte", ci ha spiegato Nevruz. Che ha aggiunto: "Ero pronto a dialogare con loro, ad aprire un confronto, ma invece del dialogo hanno cercato lo scontro fisico".

A fine concerto, a telecamere spente, il gruppo ha poi provato anche ad avvicinarsi fisicamente a Nevruz con l'intenzione dichiarata di passare dalle parole ai fatti. A quel punto è intervenuta la sicurezza, poi la polizia, che ha segnalato alcune delle persone coinvolte e ha allontanato dalla piazza il gruppo di aggressori. "Per me è stato traumatico, non mi era mai successo in passato una situazione simile. Oltre alle persone che si vedono nel video c’erano dei ragazzi rasati a zero e palestrati che mi minacciavano e mi aspettavano dopo la fine del live. Nonostante questo non ho timore a continuare a dire quello che penso e a dialogare con chi non la pensa come me, ma l’importante è che si tratti di un confronto non violento".

Ad assistere alla scena, ha sottolineato il cantautore, c’era anche la nipote del cantante: "Era in prima fila la mia nipotina, che per la prima volta era venuta a vedere il concerto dello zio, e ha assistito a tutta la scena. Lei è piccolina, inizia a settembre la prima elementare, e per lei è stato uno choc. Mi guardava e non sapeva neanche cosa dire, come se si fosse sentita in colpa lei stessa". Nevruz ha spiegato di aver provato a chiarirle quanto stava succedendo: "Le ho detto che a volte ci sono persone che non la pensano sempre come te, però bisogna cercare di parlarci e di trovare un punto di unione. Ma stavolta non è stato proprio possibile".

Infatti, ha aggiunto: "Stavo solo facendo il mio spettacolo, esprimendo le mie riflessioni contro tutte le guerre e il riarmo e contro il genocidio in Palestina, ma a un certo punto, in particolare alla vista della bandiera palestinese, un gruppo di persone ha reagito con insulti e minacce, volendo venire alle mani". E precisa la propria posizione: "Ho difeso anche gli ebrei che sono contro le guerre. A me fa schifo un mondo che ha ancora bisogno di tutto questo. Non ce l’ho con un popolo o con l’altro. Sono solo contro i conflitti".

Una vicenda che, in un clima surriscaldato su certi temi, non si riduce a destra contro sinistra, come ha raccontato lo stesso artista: "La maggior parte del pubblico mi ha sostenuto e applaudito, come si vede dai video". E anche il sindaco di Roncoferraro, Sergio Rossi, eletto con una lista civica sostenuta dal centrodestra, si sarebbe congratulato personalmente con Nevruz, dicendosi dispiaciuto per quanto accaduto: "Il sindaco si è scusato, mi ha detto che si vergogna profondamente per quanto accaduto – racconta il cantante -, perché è stato un gruppo di violenti in mezzo a una platea pacifica, mentre loro volevano picchiarmi per la bandiera della Palestina e per il discorso non politico, ma di rispetto umano".

Ora il musicista ci ha confermato di voler sporgere una denuncia contro ignoti, a sua tutela, della band e dello staff tecnico che ha lavorato all'intera giornata per realizzare lo spettacolo. Una nota a margine, che sottolinea lo stesso Nevruz in forma di dubbio, riguarda la presenza, a una decina di chilometri da Roncoferraro, del circolo culturale "Il Volante", legato a CasaPound. "Sarà solo una coincidenza?" si è chiesto l’artista, in una domanda che rimane aperta. E alla quale dovrebbero rispondere soprattutto le istituzioni del Mantovano.

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