200 mila euro dividono l'avvocato Carlo Taormina e Annamaria Franzoni. La causa va avanti da anni: da quando la "mamma di Cogne", condannata per l'omicidio del figlioletto Samuele, decise di cambiare legale, silurando Taormina. Senza però, sostiene quest'ultimo, corrispondergli il dovuto compenso, pari a oltre 770mila euro. L’avvocato, ex deputato e sottosegretario, citò i coniugi, chiedendo che venissero condannati a pagare gli onorari mai saldati per 771 mila euro. La famiglia della Franzoni sostiene che le prestazioni di Taormina erano state assicurate in forma gratuita. Dopo una lunga battaglia legale, il giudice del tribunale civile di Bologna Pasquale Gianniti ha proposto la somma di cui sopra per la conciliazione.

C’è da dire la donna, insieme al marito, Stefano Lorenzi, aveva presentato domanda riconvenzionale per un risarcimento proprio di 200 mila, ritenendosi danneggiati dal coinvolgimento del processo ‘Cogne-bis’.  Ora la proposta del giudice prevede una transazione a favore dell’avvocato con un accordo che dovrà esserci da entrambe le parti. Se invece non ci sarà l’intesa tra le parti entro giugno, il processo andrà avanti. Dal canto proprio, Taormina ha deciso di non esprimersi sulla somma avanzata dal giudice, mentre i legali della Franzoni parlano di un "notevole passo avanti", e che la valuteranno “con grande attenzione”, come dice l’avvocato Lorenzo Imperato che assiste marito e moglie insieme al collega Livio Bonazzi.